Bassolino e De Luca, insieme per il Sud

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“Non c’è nessuna svolta né un patto di Salerno, ci bastano le due svolte che abbiamo già avuto, una nel ’44, che consentì di avviare un processo di costruzione di un’Italia democratica e quella del 1980 prima a Raito e poi a Contursi“. Lo ha detto a Salerno, l’ex presidente della Regione Campania ed ex sindaco di Napoli, Antonio Bassolino, nel corso della presentazione del suo libro “Le Dolomiti di Napoli”.

Tra me e De Lucaha aggiunto Bassolino, durante il dibattito moderato dalla giornalista Patrizia Sessa – ci sono state e, aggiungo, ci sono e continueranno ad esserci differenze perché noi siamo diversi per tanti aspetti, ma abbiamo cercato e cercheremo sempre di muoverci dentro il partito, per fare politica. Vincenzo De Luca dice che siamo uomini liberi, io dico che ognuno ha il proprio carattere e la propria personalità, legati sempre da rispetto istituzionale e personale“.

Sul rapporto tra Bassolino e il primo cittadino di Salerno, lo stesso De Luca ha spiegato che sono “accomunati nel senso di essere uomini che hanno deciso di non essere mai soggetti a nessuno, ma di essere uomini liberi, sempre e comunque. Stasera – ha rimarcato De Luca –discutiamo di un libro che contiene un’attenta riflessione sulla vita politica e personale di Bassolino. Io e Bassolino siamo legati da una storia comune. Abbiamo sempre detto quello che pensiamo, come dovere nei confronti delle comunità che rappresentiamo. Immagino che sia difficile immaginare oggi due uomini liberi che liberamente discutono e si confrontano, come stiamo facendo adesso noi“.

Il Sud conta molto poco nel governo e conta molto poco anche nel Pd, nel sindacato, in Confindustria, in tutti i grandi momenti di rappresentanza nazionale” ha detto l’ex presidente della Regione Campania. ”E se conta poco vuol dire che noi stessi, culturalmente e politicamente, dobbiamo rilanciare il tema del Mezzogiorno”, ha osservato ancora Bassolino. ”La cosa facile al Sud – rimarca Bassolinoè scassare; cosa più difficile è costruire. Se Emiliano avesse fatto il ministro e Vincenzo De Luca il viceministro – ha concluso – sarebbe stata una giusta scelta politica, molto utile per il Sud”.

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