Bioeconomia, il Sud in pole position: “Le biomasse un vantaggio”

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Biomasse vantaggio per il sud

“La  presenza di biomasse può rappresentare un vantaggio competitivo per il Sud in queste fasi di avvio della bioeconomia“. E’ la convinzione targata Svimez, lì’associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno.  Si è ormai consolidata, infatti, da parte dell’Unione Europea, una visione della traiettoria di sviluppo sostenibile che può essere raggiunta promuovendo contestualmente l’innovazione tecnologica, la competitività dei mercati, e l’inclusione dei molteplici soggetti coinvolti. Se rilevante a livello europeo, questa strategia lo è ancora di più a livello nazionale ed in particolare per il Mezzogiorno.

La rilevanza del settore agricolo delle regioni meridionali si riflette anche sull’industria
alimentare dove le regioni del Sud spiccano in termini soprattutto di incidenza del valore aggiunto
del settore alimentare sul totale manifatturiero. L’elevata vocazione agricola di queste regioni si
accompagna a una rilevanza significativa delle fasi di trasformazione a valle (anche a causa della
scarsità di tessuto economico in altri settori).

Il valore aggiunto generato nel Mezzogiorno del settore dell’alimentare, delle bevande e del tabacco è stato pari a 5,3 miliardi, circa un quinto del valore complessivamente prodotto da questo territorio. Non va sottovalutata la presenza di competenze ed esperienze imprenditoriali in alcuni settori altamente innovativi della chimica bio-based, dove negli ultimi anni sta emergendo la necessità di riconversione di alcuni vecchi impianti industriali. Ciò costituisce un fattore chiave importante per uno sviluppo ulteriore di questo modello economico sul territorio.

“Affinché le regioni meridionali traggano veri benefici nel medio-lungo periodo – ribadiscono da Svimez – , i vantaggi competitivi devono progressivamente traslare dai settori tradizionali a quelli più innovativi e con più alto valore aggiunto. In assenza di un’azione mirata al raggiungimento di tale obiettivo, il Sud rischia di restare invischiato in una trappola di bassa produttività, trasformando un’opportunità in una ennesima sconfitta.

Per scongiurare tale esito, sono fondamentali interventi di policy che vadano nella direzione indicata proprio dalla Commissione Europea e cioè che stimolino i settori  maggiormente innovativi della bioeconomia, promuovendo politiche di market uptake per i nuovi prodotti bio-based e favorendo meccanismi inclusivi di sviluppo che possano generare valore
diffuso sul territorio.

Monica Surace

Nata a Reggio Calabria il 20/07/1976 residente a Campobasso dal 2000 iscritta all’Ordine dei Giornalisti Regione Molise dal 2006 – Categoria Pubblicisti Collaboro con l’emittente televisiva TLT Molise in qualità di giornalista: lettura telegiornale, redazione di servizi, pianificazione palinsesto ed interventi diretti in format politici, economici. Direttrice del sito Lexgenda.it - a carattere prevalentemente giuridico. Giornalista per Tiscali – area Nord. Addetta stampa per campagne di promozione specifiche per aziende. Curatrice di uffici stampa politici Ho lavorato: - come responsabile di redazione per il Molise a Il Sannio Quotidiano - come giornalista per il Molise a Il Tempo - come giornalista a La Gazzetta del Molise e Campobassoweb - come giornalista a il Roma – Salerno - responsabile della comunicazione di progetti dell’ufficio Presidenza del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa a Strasbrurgo - Referente progetti comunitari di gruppi politici regionali

One comment

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    SALVATORE

    13 Novembre 2017 - 13:06

    IL TUO ARTICOLO RISPECCHIA MOLTO LA SITUAZIONE DEL SUD. INNANZITUTTO, SAREBBE OPPORTUNO INIZIARE SIN DA ORA UNA COMUNICAZIONE E FORMAZIONE A PARTIRE DALLE SCUOLE ELEMENTARI COINVOLGENDO ANCHE I GENITORI DEGLI ALUNNI.
    INFINE, CI DOBBIAMO AUGURARE CHE LA POLITICA FACCIA LA SUA PARTE A DIFFERENZA DI QUANTO E’ AVVENUTO NEL 2006 QUANDO NEL PIENO BOOM DELLE ENERGIE RINNOVABILI SUA MAESTA’ BERLUSCONI INTERRUPPE LO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE CHE SI ERA CREATO NEL SETTORE DELLE ENERGIE RINNOVABILI, IN QUANTO B. ERA FORTEMENTE INTERESSATO AL NUCLEARE.

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