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Bonus assunzioni 2019: sgravi per giovani e sud

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Bonus assunzioni sud e giovani

Approvata il 30 dicembre e pubblicata il giorno dopo sulla Gazzetta Ufficiale, la Manovra finanziaria è legge. Ma quali sono gli effetti, per giovani e Mezzogiorno, della Legge di Bilancio 2019? Ecco alcune delle novità che riguardano bonus assunzioni e incentivi legati al Sud.

Prorogato il bonus Sud

Innanzitutto è stato prorogato per il 2019 e il 2020 il bonus Sud per le assunzioni di giovani e disoccupati senior da almeno sei mesi. Le assunzioni incentivate dal bonus che utilizza fondi dell’Unione Europea, devono avvenire in una delle otto regioni meridionali (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna).

Più fondi per le politiche giovanili

Il fondo per le politiche giovanili, a partire dal 2018, cresce di 30 milioni. E nasce anche il Consiglio nazionale dei giovani: avrà una dotazione di 200 mila euro per il 2019. Cresceranno, inoltre, di 40 milioni di euro il fondo per il finanziamento delle Università, di dieci milioni quello per il finanziamento degli enti e degli istituti di ricerca, di altri dieci milioni il fondo per le borse di studio.

Resto al Sud

Come già annunciato, varia anche il bonus “Resto al Sud”: tra le principali novità, l’innalzamento dell’età massima per ottenerlo, che passa da 35 a 45 anni e l’allargamento della platea di beneficiari, coinvolgendo anche le attività dei liberi professionisti (prima esclusi).

Bonus per le giovani eccellenze

Ulteriore attenzione alle ‘giovani eccellenze’: riconosciuto ai datori di lavoro privati che dall’1 gennaio al 31 dicembre 2019 assumono ex studenti meritevoli con contratto a tempo indeterminato, un esonero dai versamenti contributivi per massimo 12 mesi (fino a 8mila euro).

Flat tax per i pensionati che tornano al Sud

Per i pensionati residenti all’estero da almeno 5 anni che scelgono di tornare in Italia per abitare nel Sud è stata stabilita una flat tax al 7%. L’imposta sostitutiva si applica per cinque periodi d’imposta a chi trasferirà la residenza in Italia, in comuni con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti delle Regioni del Sud: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia.

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