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Calabria, la malata terminale che voleva vedere il Papa

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Voleva vedere Papa Francesco, prima di congedarsi silenziosamente da questo mondo.

Voleva essere carezzata il pietevole capo, da quell’uomo semplice nella sua straordinarietà.

Aveva un’occasione unica, per il soffio di vita che gli rimaneva: la coincidenza fortunata di una visita, del Santo Padre, in Calabria. La terra che la ospitava.

Per vedere Francesco, aveva chiesto un ricovero nel centro di terapia del dolore dell’Ospedale San Giuseppe Moscato, di Cassano Ionico. Lí sarà il pontefice domani, in una delle sue tappe della visita pastorale.

Oltre a visitare una casa di riposo per anziani, i carcerati della casa circondariale di Castrovillari, a pranzare alla Caritas con i poveri e degli ex tossicodipendenti, il papa dei due mondi ha scelto di recarsi nel centro delle cure paliative dell’Ospedale di Cassano.

Quella donna, che chiameremo Maria, madre di tre figli, 43 anni, aveva diritto ad essere ricoverata nella struttura, perchè ‘ malata terminale.  Senza speranza, se non quella di ricevere una carezza al capo da Francesco. Un’ultima benedizione.

Ma il male l’ha stroncata tre giorni fa. A poco dalla sua ultima meta, ad un battito dal suo ultimo desiderio.

Sicuramente Francesco avrà saputo questa storia e la ricorderà quando sarà in quel luogo. E siamo certi che l’accoglierà nel suo immenso cuore.

Addio Maria.

Gianvito Pizzi

Gianvito Pizzi, filosofo, scrittore, storico, studioso di psicanalisi, ha dedicato l’intera vita agli studi. Collaboratore per decenni di riviste specializzate, si è occupato in particolare dei rapporti tra psicanalisi e filosofia, Medievalismo e Questione Meridionale. Nato a Napoli, ha vissuto sino a vent’anni in un paese dell’appennino sub-dauno: S. Bartolomeo in Galdo (Bn). Twitter: https://twitter.com/gianvito_pizzi

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