Calcio, Serie B: Una lunga pausa.. di riflessione?

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La lunga sosta che ha interessato il campionato di calcio di Serie B per le festività natalizie sembra giungere a proposito e nel momento opportuno per gran Parte delle squadre del Sud.

Sulla base degli ultimi risultati infatti, ad eccezione di un Palermo che fa forza sull’indubbia qualità dell’organico per confermare il primo posto, al contempo cercando di nascondere ansie e chiacchierate paure per la situazione societaria,appare evidente per le altre squadre del Sud una fase calante sotto l’aspetto sia dei risultati che del gioco espresso.

Il Bari continua ancora a caratterizzare il suo campionato con un continuo sali e scendi di prestazioni che non consentono ai galletti di svoltare con decisione per puntare al primato della classifica, primato che, in virtù di un’organico di prim’ordine ed aspettative, potrebbe ancora essere nelle corde della formazione pugliese. Hanno sicuramente influito in negativo il rendimento non costante di uomini chiave del Bari come ad esempio Busellato ed Improta, qualche cambio di troppo negli assetti di gioco da parte del tecnico Grosso ed un’eccessiva dipendenza in fase realizzativa da Galano che lascia da un lato tranquilli i tifosi e da un altro denota difficoltà a proporre idee in attacco non dipendenti dal talentuoso brevilineo del bari.

Discorso diametralmente opposto per il Foggia che ha fatto della continua ricerca del gioco (spesso a scapito anche del risultato) la sua caratteristica principale. La formazione dauna ha pagato alcuni infortuni importanti e forse la gestione del passaggio in serie b non propriamente perfetta sotto l’aspetto delle scelte. A queste problematiche si sono aggiunte importanti carenze in ruoli chiave che la società sembra intenzionata, come testimoniato dalle operazioni di mercato, ad ovviare. La tenace quanto fortunosa vittoria a Salerno non aveva nascosto i limiti di una squadra che andava puntellata in maniera importante partendo proprio da dietro e sembra che in questo senso la società si stia muovendo.

Continua invece a vivere in una sorta di limbo la Salernitana che nonostante le dichiarate ambizioni a centrare il traguardo dei play-off continua a steccare in  campionato nei momenti più importanti: quelli in cui una squadra in crescita avrebbe dovuto mostrare il reale valore. Ed invece sono uscite fuori due immeritate quanto sonore sconfitte figlie si di episodi  sfortunati, ma anche di scelte di gioco individuali non felici e quando ci sono cali di performance e concentrazione nei pochi elementi importanti ed in grado di fare la differenza si porta inevitabilmente la società a riflettere sull’effettiva bontà delle scelte operate in tal senso in estate.Infatti a conferma di ciò vi e’un mercato all’insegna dello sfoltimento della rosa come imperativo categorico e primario rispetto invece all’esigenza di rafforzamento della squadra che con 2-3 elementi giusti potrebbe invece dire la sua in virtù anche dell’esperienza del neo tecnico Colantuono che la guida. Ma a Salerno si chiedono se oltre gli interessi politici, istituzionali e “laziali” possa esserci spazio, nei propositi di Lotito, per l’obiettivo di valorizzare una piazza importante ed affamata di calcio come Salerno. Unico vero baluardo per le aspettative della piazza rimane Colantuono le cui legittime aspirazioni di rilancio personale rappresentano più di una semplice garanzia di operato finalizzato alla costruzione di traguardi ambiziosi: il campo parlerà.

In ripresa dopo un periodo nero l’Avellino la cui prima parte di stagione appare segnata da due vicende che ne hanno pregiudicato un cammino più onorevole: I contraccolpi psicologici della sconfitta nel derby campano con la Salernitana e l’imputazione, poi risolta positivamente, per le vicende di calcio-scommesse. A questi eventi di sono aggiunti infortuni importanti come quelli di Morosini ed un drastico calo di rendimento in alcuni elementi cardine (come ad Esempio di Ardemagni) che hanno costretto il tecnico a cambiare spesso modulo pagando dazio in termini di riferimenti in campo e qualità d’organizzazione del gioco.

Tuttavia rivitalizzata dall’ultima vittoria in campionato, la Presidenza mira a cambiare registro nel corso della restante parte del campionato anche per ricucire alcuni attriti nati con la tifoseria in questi giorni: dal mercato dovranno pero’ arrivare risposte importanti in tal senso.

Leonardo Imparato

Classe 1974, Laureato in giurisprudenza ,ex calciatore dilettante (Alma SA C5),da sempre appassionato e stimolato dall'esperienza calcistica di allenatore ,dal 2010 ha conseguito con il Diploma di allenatore FIGC-UEFA B .Ha allenato In diverse società dilettantistiche sia in settori giovanili che in prima squadra in Campania. Dalla stagione 2013-2014 è stato scelto dalla Federazione italiana Gioco Calcio quale Allenatore Rappresentativa FIGC a Salerno (cat.Allievi), incarico attualmente in essere. Ha seguito allenamenti di numerosi allenatori professionisti tra i quali Delio Rossi, Zdeneck Zeman, Roberto Breda per trarre spunto e confronto al fine di migliorare la propria metodologia di lavoro.Ha partecipato a diversi stage, seminari e master calcistici professionali.

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