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“Così sta morendo il Sulcis, ma il digitale è una speranza” (video)

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“Il Sulcis, dove vivo io, è una delle zone più povere d’Italia. Un terzo gli abitanti è disoccupato, mentre un altro terzo è costituito da pensionati. Le strade sono vuote, le fabbriche stanno chiudendo e le serrande dei negozi sono abbassate”.

Comincia da queste immagini il video racconto di presentazione di Alice Strano, 26 anni.

Lei è una delle sei partecipanti alla prima edizione della Resto al Sud Academy (laboratorio digitale dedicato ai ragazzi dei quartieri difficili del Sud).

Un progetto reso possibile grazie al sostegno del gruppo Conad e alle partnership tecnologiche e professionali di Tiscali e della Ninja Academy (società leader nella formazione professionale nel settore dei social media).

In questo video, Alice, a due giorni dalla partenza dell’Academy online che avverrà a Taranto (https://www.restoalsud.it/2014/12/02/venite-tutti-alle-lezioni-di-futuro-a-taranto/) si presenta e racconta la sua esperienza e il motivo che la spinge a partecipare.

Anche dentro le sue parole – come in quello degli altri partecipanti – c’è il senso del progetto culturale “Resto al Sud”, la volontà di cambiare il racconto del Meridione e dare ai ragazzi la possibilità, attraverso la conoscenza del mondo digitale, di percorrere una strada nuova.

Guardate, ascoltate e se vi rispecchiate nelle sue parole, condividete.

Francesca Giovannoli

Francesca Giovannoli, 34 anni, architetto, coordina un workshop di interior design presso l’Università di Teramo. Attualmente è nello staff di professionisti che si occupa di un importante cantiere sulla costa abruzzese.

Comments (3)

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    marco fontana

    9 Dicembre 2014 - 23:13

    Cara Alice, apprezzo che tu voglia lavorare nell’ambito del digitale,e ti auguro buona fortuna. Ma non condivido l’immagine che tu hai dato del Sulcis, pur avendo sottolineato in maniera corretta le difficoltà economiche e la disoccupazione giovanile. Purtroppo sei ancora giovane e non puoi vedere che il nostro territorio viene mantenuto in questo stato di povertà perché i poteri forti della politica e del sindacato possano regnare a danno dello sviluppo effettivo di tutte le nostre potenzialità economiche che sono alla vista di tutti coloro che arrivano nel Sulcis. Sono loro che in questi 30 anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo nell’industria, pilotando tutte le risorse economiche su questo settore. Ed oggi che l’industria è crollata il nostro territorio è morta la fiducia nelle istituzioni, che in questi anni non hanno pensato a iniziative di lavoro alternative all’industria che potessero coprire la nuova richiesta di lavoro. La Sig ra Alice non cita che il sulcis è il territorio che in Italia ha le maggiori risorse diversificate che se valorizzate possono realizzare il sogno di lavoro di tutti i Sulcitani. Quale è allora il problema? Politici incapaci e senza idee che non sanno vedere oltre il proprio orticello, per cui non sanno valorizzare un bel niente. e si cullano nella giustificazione di dire non posso far niente perchè non ho danari in cassa, il patto di stabilità mi blocca. Non potremo cambiare se continueremo ad avere un asse strategico politica e sindacato che si arroccano ancora oggi a vedere nel Sulcis solo il lavoro nell’industria. Abbiamo bisogno più di sindaci menager e capaci piuttosto che di mummie del passato.

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    Alice

    10 Dicembre 2014 - 11:41

    Caro Marco, il video non è un’inchiesta sulla situazione del Sulcis, doveva essere molto breve quindi, anche volendo, non sarebbe stato possibile.
    Condivido ciò che hai scritto ma non pensare che sia troppo giovane per non sapere ciò che sta accadendo, ho visto moltissimi posti e se anni fa, prima di partire, probabilmente le tue parole sarebbero state vere, ora non più. Che ci creda o no ho una visione molto chiara di ciò che accade, purtroppo.
    Se un giorno dovrò fare un video/articolo solamente descrittivo sul Sulcis sarei ben felice di confrontarmi con te o chiunque voglia parlare del nostro territorio.

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