Covid 19, il tempo della riconoscenza. Il caso esemplare di Termoli

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L’Italia è un Paese abitato da sempre da un’umanità grande, da donne e uomini che l’hanno fatto grande. È il Paese del buon vivere, il luogo dove è nato il concetto stesso del buon vivere. Quando l’Italia fa l’Italia non teme nessuna concorrenza, non ha avversari si direbbe in termini sportivi.

Durante la pandemia del Covid 19 l’Italia e gli italiani hanno fatto l’Italia. Siamo stati bravi e abbiamo dimostrato al mondo intero che certe etichette cucite su misura per noi, a dire la verità in alcuni casi ce le meritiamo anche, non sono sempre veritiere.

Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale in poi siamo stati privati di alcune libertà, in nome di un bene superiore: la salute di ognuno di noi e del nostro popolo intero.

E tutti, o quasi tutti, abbiamo fatto il nostro dovere. Siamo rimasti chiusi in casa e abbiamo scongiurato il diffondersi di una malattia che avrebbe messo a serio rischio la vita di molti di noi.

Non siamo stati eroi, ci siamo comportati semplicemente, da buoni cittadini. Abbiamo rispettato le regole e rispettando le regole abbiamo rispettato noi stessi e gli altri.

In questi mesi durissimi da attraversare e sopportare ci sono state delle persone che per la natura del proprio lavoro hanno dovuto sacrificare in misura maggiore la loro dimensione privata e dedicare la quasi totalità del proprio tempo ad una dimensione più collettiva.

Sono i medici e gli infermieri ai quali abbiamo guardato tutti con orgoglio e ammirazione. Alcuni di loro sono morti mentre operavano per salvaguardare la salute di tutti noi, sono state alcune centinaia, una ferita che non si rimarginerà mai.

Alla loro abnegazione, al loro coraggio, alla loro professionalità dobbiamo molto, non dobbiamo mai dimenticare ciò che sono stati capaci di fare. Si chiama riconoscenza.

Un grande italiano, Adriano Olivetti, ha espresso molto bene questo concetto.

«La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le decisioni tra capitale e lavoro, industri e agricoltura, produzione e cultura. A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza».

Un saluto pieno di riconoscenza che era accompagnato, nel caso di Olivetti, da azioni concrete: case per gli operai, asilo nido per i loro figli e, più in generale, un’attenzione per la dimensione umana dei suoi dipendenti che non trova eguali ancora oggi.

Anche per queste ragioni assume un significato molto importante l’azione dei proprietari della struttura alberghiera Hotel Santa Lucia di Termoli, che così scrive sul proprio sito internet (santaluciahotel.it) in una lettera aperta ai medici e gli infermieri di tutti Italia.

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«L’emergenza che ci siamo trovati a fronteggiare ha avuto un forte impatto su ognuno di noi, costringendoci a ridisegnare il nostro spazio e il nostro tempo; al contempo, però, questo periodo ci ha permesso di esplorare nuove e meravigliose vie di solidarietà ed unione.

Improvvisamente, ci siamo riscoperti tutti uguali e fragili; la vita dell’uno legata indissolubilmente a quella dell’altro. I nostri medici ed infermieri sono stati forti e hanno combattuto senza sosta, senza mai arrendersi. La loro abnegazione, densa di fragile umanità e di altrettanta forza e speranza, è motivo della nostra ammirazione.

La storia dell’Hotel Santa Lucia è una storia di amore familiare, legame con il territorio e attenzione all’arte e alla cultura italiana. In quanto operatori turistici, ci siamo chiesti come potessimo anche noi dare il nostro contributo. E, per questo, saremo orgogliosi di accogliere presso la nostra struttura i medici ed infermieri impegnati in prima linea nella lotta contro il COVID-19. In un momento così difficile per l’Italia, L’Hotel Santa Lucia non è rimasto indifferente al grande atto di coraggio di questi eroi moderni, ai quali vogliamo dire grazie, dal profondo del nostro cuore.

Ci piacerebbe offrire loro, presso il nostro hotel, un week-end di ospitalità, estendibile ad un’altra persona, accompagnatore o componente della famiglia.

Nella fase di ripresa, questo il nostro piccolo gesto per uomini e donne eccezionali».

 

 

Un piccolo gesto che si concretizza in un invito «valido dal 15 giugno al 31 ottobre 2020 (escluso il mese di agosto) e prevede la gratuità di una camera per due persone, per due notti con trattamento di pernottamento e prima colazione. L’invito è rivolto ai medici (medici specialisti e di base) ed al personale infermieristico impegnati in prima linea nella lotta contro il COVID 19. Potrete manifestare la vostra adesione all’indirizzo e-mail [email protected] allegando il badge e attestato di lavoro presso i reparti di urgenza ed emergenza e terapie intensive degli Ospedali Italiani».

Termoli è una bella cittadina che sorge su un promontorio che affaccia direttamente sul mare e si trova in Molise. La seconda regione più piccola d’Italia, con poco più di 300.000 abitanti. Da questo piccolo territorio arriva una grande lezione per tutto il Paese: coltivare la riconoscenza significa fare anche azioni concrete. Un piccolo gesto dunque dal significato grande. Un piccolo gesto che infonde speranza in un futuro migliore, come scrive Edgar Morin, «dall’improbabile, dall’inatteso, che ci può aprire un futuro migliore, rispetto a un presente ancora troppo carico di inquietanti ambiguità».

Oscar Buonamano

Direttore editoriale di Carsa Edizioni ed Editor di Lector in fabula, European cultural festival. Gli studi di architettura, l’interesse per la letteratura contemporanea e la voglia di capire il mondo sono le passioni con le quali convive sul suo blog, Culture metropolitane, de L’Espresso. Tra le sue pubblicazioni, L’Aquila. La città e il nuovo millennio (2018), Pescara città giardino, le case della Pineta (2014), Il Pescara di Zeman (2012). È vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo. Dal 2020 è il direttore responsabile della rivista on line pagina21.eu

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