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De Magistris ha “scassato” tutti i partiti tradizionali

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Comunque la pensiamo Napoli è diventata un laboratorio politico nazionale. I partiti tradizionali si sono liquefatti. Forza Italia scende sotto il 10 per cento (nel 2011 il PdL incassò il 24%).

Il Pd insegue verso il baratro dei consensi Fi. Oggi il Pd in città è al 11,9 %. Cinque anni fa galleggiava sul 16%. I 5 stelle nel 2013 alle politiche erano il primo partito, sopra il 20 per cento. Con Brambilla crollano sotto il 10 per cento. Si dirà: ma nel 2011 ottennero meno del 2%! È vero, ma è stato Brambilla che non ha convinto? Chi sarà il sindaco di Napoli? La sfida è una riedizione del confronto del 2011.

Questa volta però De Magistris è la lepre col 42%, Lettieri insegue col 24%. C’è da dire che il sindaco in carica fa diventare la lista civica “De Magistris sindaco” prima forza politica a Napoli col 13,5 %. Assieme a DeMa (altra civica) che ha ottenuto il 7,31%, solo sul suo nome il leader arancione coagula un consenso del 21% circa. Che sale al 26 per cento circa se aggiungete anche altre due civiche che portano sempre il suo nome nel simbolo (“La città con De Magistris” che ha incassato il 3,5% e “Bene comune con De Magistris”).

Insomma De Magistris, di fatto, assume il ruolo di leader politico nazionale di una rassemblement composito fatto da una sinistra massimalista, nonrenzista, pacifista, no global, antimilitarista, centro/socialista e altro che aggiungete voi perché a me non interessano formule e acronimi ma idee se ci sono.

Insomma anche questa volta De Magistris ha scassato. Poi si vedrà bene cosa tra qualche mese. Di sicuro ha scassato tutti i partiti tradizionali. Quasi tutti spariti, liquefatti, persi tra percentuali da prefisso telefonico. Il dato preoccupante era ed è la diserzione dei napoletani dalle urne. Anche questo dato deve far riflettere tutti.

Paolo Chiariello

Sono Paolo Chiariello, ho 40 anni, faccio il giornalista a Sky tg24 dopo aver lavorato a Panorama, in Rai, al Roma e in altri giornali. Sono nato a Sant'Antimo, in provincia di Napoli, dove ancora ho parenti e amici ma dove manco da 20 anni. Il mio sogno è restare al Sud e smetterla di parlare e scrivere di Nord e Sud ma di Italia, del Belpaese che i nonni ci hanno consegnato e che noi abbiamo stuprato, devastato, inquinato e svenduto.

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