Decreto Ilva, il sindaco di Taranto contro il ministro: “I ricatti non ci spaventano”

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Tra i due litiganti, il terzo twitta. E ringhia. Non si è fatta attendere la risposta di Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto, che prima delle note ufficiali e istituzionali ha scelto i social network per tuonare contro il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. “Caro ministro – scrive il primo cittadino del capoluogo jonico in tarda serata – io rispondo alla mia coscienza e ai tarantini, non al portafogli di qualche lobbista. Se l’acquisizione non rispetta l’ambiente e le nostre priorità è un problema di chi la ha permessa. Taranto non si fa violentare più, i ricatti non ci spaventano”.

Parole poi confermate, con la stessa sostanza ma con forma meno ‘pesante’, da una nota ufficiale. Il senso, comunque, è sempre lo stesso. Il Comune di Taranto appoggia la Regione Puglia che ieri ha impugnato il Decreto che modifica il Piano Ambientale dell’ILVA di Taranto. “Il Decreto – ha sottolineato il governatore regionale, Michele Emilianoè illegittimo: concede di fatto una ulteriore inaccettabile proroga al termine di realizzazione degli interventi ambientali di cui alle prescrizioni AIA già da tempo scadute e sinora rimaste inottemperate. Il Decreto consente all’ILVA di proseguire sino al 23 agosto 2023 l’attività siderurgica nelle stesse condizioni illegittime e non più ambientalmente sostenibili addirittura precedenti alla prima AIA nonchè alle BAT (best available techniques) per la produzione di ferro e acciaio pubblicate nel 2012”.

Un ricorso che aveva provocato la dura reazione del ministro Calenda. “Mentre Governo, parti sociali e la maggior parte degli enti locali coinvolti stanno costruttivamente collaborando per assicurare all’ILVA, ai lavoratori e a Taranto investimenti industriali per 1,2 mld, ambientali per 2,3 miliardi e la tutela di circa 20.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti – aveva ribadito Calenda -, il Comune di Taranto e la Regione Puglia decidono di impugnare il DPCM ambientale mettendo a rischio l’intera operazione di cessione e gli interventi a favore dell’ambiente”. E poi quel ricatto che ha fatto tanto arrabbiare Melucci: “Spero vivamente che Regione e Comune abbiano ben ponderato le possibili conseguenze delle loro iniziative e le responsabilità connesse”.

Roberto Zarriello

Esperto di strategie editoriali e brand journalism, imprenditore digitale, saggista, giornalista. Ho fondato, tra le altre, startup come Digital Media e GoBrand, creato la prima Digital Academy del Sud, e lanciato Comunicatori Digitali Associati, il primo think tank sul giornalismo e la comunicazione digitale. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bari, oggi sono Docente di Comunicazione Digitale e Social Media all’Università Telematica “Pegaso” e in vari master universitari (Luiss, Iusve), formatore per gli organi di comunicazione della Corte Costituzionale, web editor dell’ente per il turismo dell’Isola d’Elba. Fino al 2017 ho coordinato la prima Commissione sulla didattica digitale del MIUR istituita dall’USR Molise. Sono stato speaker e moderatore al Web Marketing Festival, Festival del Giornalismo, SMAU, Ninja Talk, ed una serie di convegni e conferenze con Ordine dei Giornalisti, Centro di Documentazione, Primo Piano Formazione, TVLP, e organizzatore de “La Battaglia delle Idee”. Scrivo di comunicazione, web e nuove tecnologie su HuffingtonPost.it, coordino il social media team di Tiscali.it, e collaboro con il gruppo Espresso. Sono autore di libri per il Centro di Documentazione Giornalistica e per Franco Angeli Editore. Nel 2015 ho ricevuto il premio Giornalistico Nazionale ‘Maria Grazia Cutuli’ per la categoria “Web, Editoria digitale”.

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