Diamo una speranza a chi ha perso tutto

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Rifugiati

La storia degli esodi dei rifugiati fa parte della storia dell’umanità ma solo in epoca recente è stata intrapresa un’azione internazionale per trovare una soluzione a questo problema e, quindi, di “cercare ad alleviare la sofferenza degli sradicati: è una delle condizioni per la salvezza” (Matteo 25, 35, 40): Cristo nasce straniero senza tetto e la Sacra Famiglia diventa ben presto una famiglia rifugiata.

Nel corso della nostra storia ci sono stati personaggi divenuti oggi simbolo del loro popolo od emblema di una civiltà: esempio, Dante Alighieri nella Firenze degli inizi del XIII secolo fu costretto ad un esilio che durerà per tutta la vita, ed ancora oggi la sua tomba si trova fuori della sua terra fiorentina. Tanti altri personaggi, come Sigmund Freud, Einstein, Lenin, ecc.

Ho cercato di ricordare questi personaggi per far capire che il problema dei rifugiati sia un problema che dovrebbe coinvolgere tutta la Comunità Internazionale.

Sono più di 45 milioni gli essere umani che percorrono attualmente il nostro pianeta, recando un fardello insopportabile: sono i profughi dei quali chi vive nel benessere facilmente si dimentica.

Il 20 giugno scorso è stata celebrata la Giornata mondiale del Rifugiato, indetta dall’Assemblea generale dell’Onu. La data è stata scelta in concomitanza con la Giornata africana del rifugiato.

Nella giornata del rifugiato il nostro pensiero va alla popolazione Siriana che in questo momento sta vivendo una drammatica situazione: sono oltre 1 milione mezzo i profughi registrati nei paesi limitrofi, Iraq, Turchia, Libano e Giordania, quest’ultimo da solo ospita 1 milione e 100 mila, che stanno vivendo in una condizione disumana, per mancanza di tutto, perché la Giordania non è un paese ricco e quindi non riesce ad affrontare questo massiccio esodo di donne, bambini e anziani. Pensare che ogni 15 secondi viene registrato un profugo. Per non parlare dei 6 milioni di siriani sono sfollati all’interno delle città assediate.

Pensiamo al dramma di chi fugge dalla propria casa, dalla propria patria, dalla propria vita, per cercare rifugi un’esistenza migliore.

L’alto commissario Antonio Guterres ha lanciato un appello alla comunità internazionale: “I paesi come la Giordania, il Libano e la Turchia vanno aiutati e prima che sia troppo tardi occorre fare di tutto per mettere fine al conflitto che lacera la Siria”.

Diamo una speranza a quelle persone che hanno perso tutto.

Shorsh Surme

Nato nel 1961 ad Arbil, nel Kurdistan dell'Iraq, ha vissuto in patria il destino delle famiglie dei perseguitati politici. Diciotto anni fa si è trasferito in Italia, dove oggi lavora come giornalista per diverse testate nazionali ed internazionali. È il direttore del primo portale curdo in Italia www.panoramakurdo.it.

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