E all’Università della Basilicata si balla Happy. Guarda

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All’Università della Basilicata si studia, si fa ricerca e si balla sulle note di “Happy, il tormentone di Pharrel William che fa da colonna sonora – sembra per la prima volta tra gli Atenei italiani – a un messaggio di benvenuto alle matricole: nelle prime 72 ore il video ha registrato circa novemila visualizzazioni sul canale Youtube dell’Unibas.

La Sony – casa discografica proprietaria dei diritti – ha concesso all’Università lucana il brano, condividendo poi il video sui suoi canali ufficiali di Facebook e Twitter. Per l’attività di promozione del prossimo anno accademico e per l’avvio della campagna di comunicazione, l’Ateneo lucano ha così scelto di far ballare gli studenti, i ricercatori e i docenti, utilizzando come scenografia laboratori, aule e campus nelle sedi di Potenza e di Matera, a poca distanza dai rioni Sassi. In sovrimpressione scorrono le informazioni sull’Ateneo, riportando anche i principali dati su immatricolazioni, ricerca e occupazione, in base ai rapporti di Almalaurea, Anvur e Miur. Nel video trovano spazio anche le attività di tutoraggio e quelle sportive: gli atleti della squadra di Rugby, ad esempio, si sono “prestati” ai registi per alcune scene. Il filmato si chiude con un divertente backstage delle riprese (realizzate da Lhub221).

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Emilio Lanese

Collaboro con Primapress Agenzia di Stampa Nazionale, occupandomi principalmente del settore cultura. Per la stessa sono stato corresponsabile fanpage. Collaboro con Gosalute, per il quale svolgo le medesime mansioni. Ho lavorato per Lookout-tv.eu, Gotecno e mi sono occupato di Gomolise. Attualmente lavoro con la redazione di Restoalsud per la quale realizzo articoli e ne gestisco l’editing; mi occupo del settore salute e benessere di Gosalute per Tiscali e gestisco la piattaforma Thelemapress per l’inserimento di contenuti su Tiscali per Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

One comment

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    Mario Sechi

    8 Maggio 2014 - 14:59

    Che vergogna! I ragazzi hanno già le discoteche e i pub, entrando in un’Università cercano qualcos’altro. Passato il momento ludico della trasgressione rimangono delusi, sconfortati, sono meno stupidi di quanto non si creda da parte di queste campagne promozionali per deficienti

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