E la Croazia tra quattro giorni entra nell’Unione Europea

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Croazia - Unione Europea

Un’economia in recessione per il quinto anno consecutivo, alti indici di debito pubblico e deficit di bilancio e un alto tasso di disoccupazione, specie fra i giovani, tra i più alti in Europa: si presenta così sotto il profilo economico la Croazia, che fra quattro giorni, il primo luglio, diventa 28/mo Paese membro dell’Unione europea.

I dati economici negativi, quelli nazionali e quelli che arrivano dall’Eurozona, sono all’origine dell’atmosfera di indifferenza e anche di impotenza che pervade la società croata alla vigilia di uno dei più importanti passaggi storici del Paese. Che proprio ieri ha celebrato i suoi 22 anni di indipendenza, conquistata in una sanguinosa guerra dopo la secessione dalla Jugoslavia socialista negli anni Novanta. Anche i costi dei festeggiamenti per l’adesione alla Ue, ai quali prenderanno parte domenica prossima 16 capi di Stato, 15 premier e numerose delegazioni straniere di vario rango, sono abbastanza modesti, circa un milione di euro, “adeguati alla situazione attuale”, come è stato spiegato dal governo.

A maggio la disoccupazione è scesa poco sotto il 20%, pari a circa 330 mila persone, solo grazie però alle assunzioni stagionali nel turismo, l’unico settore a non risentire della crisi. Quella giovanile è la terza in Europa, al 51%, subito dopo Grecia (59%) e Spagna (55%) e di molto superiore alla media europea, che è del 23%. Con questa situazione come sfondo, il 52% dei croati intervistati in un sondaggio sostiene che le celebrazioni per l’adesione sono “solamente uno spreco”, il 70% dei giovani spera di trovare un lavoro all’estero.

L’appoggio all’ingresso in Europa, che da vent’anni è l’obbiettivo strategico nazionale, resta comunque alto, al 61%. Anche dalla Commissione europea arrivano previsioni cupe per il nuovo stato membro: un’ulteriore contrazione del Pil dell’1% quest’anno e una lieve, quasi impercettibile, ripresa nel 2014, dello 0,2%. Più preoccupanti sono i dati della spesa pubblica, che nonostante una politica di austerità e una severa disciplina fiscale, continua a pesare troppo sui dati macroeconomici della Croazia.

Da Bruxelles hanno già dato segnali di malumore indicando che il debito pubblico croato è ora al 54%, e nel 2014 potrebbe facilmente superare la soglia del 60%. Lo stesso vale per il deficit pubblico, quest’anno calcolato al 4,7%, dunque già al di fuori delle regole europee, che impongono un tetto del 3%.

Non è pertanto escluso che una delle prime esperienze di Zagabria come membro dell’Ue sia l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo.

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