“Entrare in cucina con i social”. Il segreto del successo della pasta Granoro

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Quando nel mondo si pensa all’Italia – nota non solo per la straordinarietà del suo bel paesaggio, ma anche per l’alta qualità della sua cucina – una delle prime cose che attraversa il pensiero del cosiddetto “cittadino globale” è la bontà della pasta. Uno dei pochi termini, come pizza, che anche negli altri idiomi resta tale, a conferma della sua notevole universalità. Tra le aziende produttrici italiane, una delle più note in Italia – anche grazie all’uso sapiente delle nuove tecnologie digitali – capace di saldare la sostenibilità ambientale e sociale con la qualità tradizionale, è la pugliese Granoro. Per conoscere, pertanto, i segreti di questa storia di successo, che inizia oltre 50 anni fa, abbiamo fatto due chiacchiere con uno dei responsabili dello staff marketing dell’azienda, Pasquale Di Stefano.

La storia della pasta Granoro inizia nel 1967 – quasi 50 anni fa – e nei decenni sono evolute le tecnologie per la sua produzione e le strategie per la sua commercializzazione. Se c’è, qual è stata la bussola che avete usato per orientarvi nel tempo, tra tradizione e innovazione?

La bussola che ci ha orientato nel tempo è stato il sogno del nostro Fondatore Attilio Mastromauro: “Far conoscere la qualità della Pasta Granoro in tutto il mondo”.

Come e con quali finalità la vostra azienda impiega i social netowrk? Quanto è importante per voi stringere una relazione con chi usa quotidianamente i vostri prodotti?

Per una strategia di marketing, Granoro utilizza i social network principalmente per comunicare. I contenuti dei messaggi puntano soprattutto ad aumentare la visibilità dell’azienda e rafforzare, quindi, la brand reputation, creando relazioni con gli utenti. Nonché a individuare il target di riferimento e a influenzare le decisioni di acquisto. Per i nostri scopi, talvolta, individuiamo come “testimonial” food blogger, storyteller, influencer per poter interagire al meglio con i nostri consumatori per “entrare nelle loro case”.

Il mese scorso, in modo assolutamente innovativo rispetto alla concorrenza, avete impiegato il “nuovo” strumento social, Snapchat, per raccontare la raccolta del grano. Ci vuole raccontare questa esperienza?

L’esperienza nasce, prima di tutto, dalla partecipazione a numerosi corsi e meeting da parte di tutto lo staff Granoro dedito alla comunicazione. Ed è proprio qui che è nata l’idea di utilizzare Snapchat per l’evento sopra citato. A riguardo, un grosso aiuto e soprattutto numerosi spunti sono giunti da Cristiano Carriero e dal suo team che hanno partecipato attivamente all’evento che ci ha dato notevole visibilità e riscontri. Conseguentemente, Snapchat è stato anche utilizzato nel quotidiano e, in modo particolare, per i successivi eventi del tour estivo #spaghettiamo nelle spiagge pugliesi con i nostri Spaghetti 2 Minuti.

La Puglia, secondo National Geographic, è una delle regioni più belle del mondo, nelle quali alla bellezza estetica del paesaggio è possibile saldare la sapienza etica della cucina. Il cibo può essere un “mezzo” turistico e culturale per accrescere l’attrattività della nostra regione?

Certamente. Proprio per questo nascono gli ultimi eventi di Granoro della raccolta del grano per la nostra linea dedicato con filiera 100% pugliese e per il tour estivo #spaghettiamo. La raccolta del grano, effettuata nel Tavoliere delle Puglie, è stato un evento raccontato esclusivamente sui social. L’obiettivo era quello di diffondere, ad un target diffuso, non solo come avviene questo processo qualitativo per noi fondamentale, ma anche far conoscere ciò che sin dall’antichità era considerato il “granaio d’Europa”.

Secondo i dati di Save the Children, infine, in Puglia sono preoccupanti i dati sul tasso di obesità minorile e sulla quantità di cibo sprecato o buttato. Se e come agite, quindi, nel campo della formazione e dell’educazione alimentare? 

La nostra Azienda è fortemente impegnata con “lezioni” sia presso le scuole sia all’interno della nostra Azienda accogliendo numerose visite scolastiche durante l’anno in cui oltre all’esplorazione dello stabilimento aziendale – in primis l’area produttiva – si svolge anche una specifica formazione curata dai nostri addetti al “Controllo Qualità”. Non dimentichiamo, inoltre, i finanziamenti importanti dirottati verso iniziative quali il “Progetto Media” il cui fulcro è proprio rivolto agli screening sull’obesità infantile gratuiti nelle scuole e, quindi, alla prevenzione. Per incentivare e diffondere la cultura del mangiar bene e mangiar sano, stimolando la prevenzione, Granoro ha anche dotato il Reparto di Cardiologia del Presidio Ospedaliero di Corato di diverse attrezzature elettromedicali.

Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

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