Facebook lancia il suo motore di ricerca. Ma arrivano le critiche del New York Times

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Dopo la presentazione di gennaio, arriva, a partire dagli Stati Uniti, Graph Search, il motore di ricerca ‘semantico’ interno di Facebook. Consentirà di navigare tra informazioni pubblicate dagli utenti, fotografie, interessi e indicazioni relative ai luoghi visitati. Il tutto, secondo Mark Zuckerberg, nel rispetto delle indicazioni della privacy di ogni utente.

Cioé, chi ha limitato la visione dei contenuti agli amici non rende disponibile il suo materiale al miliardo e passa di utenti. L’aggiornamento si presenta come un grande barra di ricerca nella parte superiore di ogni pagina che sostituisce la solita barra di ricerca bianca.

Graph Search è progettato per dare risposte concrete alle domande degli utenti, piuttosto che una lista di link. Sarà disponibile per gli utenti degli Stati Uniti o che usano la versione in lingua inglese. Per gli altri paesi nel mondo, fa sapere Facebook, sarà disponibile a breve.

Graph Search sarà anche integrato con il database di Bing, motore di ricerca di proprietà di Microsoft, che verrà in soccorso degli utenti nel caso in cui non si riuscissero a trovare risposte utili nella piattaforma.

A parte le critiche sulla protezione della privacy che hanno accompagnato la novità fin dalla presentazione, trapelano anche perplessità tecniche da parte di chi lo ha già testato. Secondo il New York Times, infatti, Graph Search ha un algoritmo che deve essere perfezionato, non riesce a trovare informazioni sugli aggiornamenti di stato e non è disponibile sulle applicazioni mobili ufficiali di Facebook, usate come è noto da una vastissima parte degli iscritti.

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