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Gattuso smentito da un video che lo inchioda

È un colpo magistrale, un autentico scoop quello messo a segno dalla testata foggiana Foggia Città Aperta che ha pubblicato un video che mostra quanto è accaduto negli incidenti che si sono verificati ieri pomeriggio allo Zaccheria, al 22′ del secondo tempo  della sfida che opponeva il Foggia al Pisa, ritorno della finale play off.

Nel video, che potete vedere sotto,  si vede distintamente l’allenatore della squadra nerazzurra colpito da una bottiglietta di plastica. Sulle prime, Gattuso resta impassibile. Soltanto dopo alcuni secondi, si porta le mani alla testa e quindi crolla a terra, scatenando il pandemonio che ha poi provocato l’invasione di campo e la sospensione della partita. I due momenti si vedono anche nella immagine che illustra il post. Nella prima, Gattuso è stato già colpito, eppure resta con il busto eretto. La seconda immagine è di qualche secondo dopo.

I fatti stanno così, inequivocabilmente così: il fitto lancio di bottigliette dalle tribune dello Zaccheria è un atto esecrabile e incivile, che tra l’altro costerà caro alla società. Ma la bottiglietta che ha colpito il tecnico nerazzurro era semivuota, e Gattuso ha quanto meno esagerato le conseguenze di quello che gli era successo, esasperando il clima di tensione che serpeggiava fin da prima dell’inizio della partita.

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Gattuso con la borsa del ghiaccio prima sulla parte sinistra del capo e successivamente sulla parte destra della testa.

 

Foggia Città Aperta ha pubblicato anche, a questo link,  le immagini riguardanti un altro episodio che si era registrato prima dell’inizio della gara. Gattuso si era arrabbiato platealmente per gli idranti che stavano innaffiando il rettangolo verde, provocando la reazione del pubblico rossonero.

Ho sempre amato molto Rino Gattuso, nonostante la mia fede interista, e quello che ha combinato domenica  a Foggia non incrinerà l’affetto che ho di lui (la stima sportiva, però, sì…).
Nel calcio le manfrine ci possono stare, soprattutto se perdere tempo e inasprire gli animi in campo hanno come posta in palio una promozione che la sua squadra ha conquistato più per demerito dell’avversaria (il Foggia) che non per propri meriti.

Sfottere i perdenti è di cattivo, anzi di pessimo gusto.

Guardatelo, perciò, nella foto durante i festeggiamenti della promozione del Pisa mentre canta: “Ma il foggiano dov’è?” partecipando al coro vagamente razzista cantato dai supporter nerazzurri (a Pisa, per chi non lo sapesse, dire foggiano a qualcuno  significa definirlo grezzo, struzzo, tamarro, e se non ci credete leggete questa lettera meridiana Lo sapevate che in certi posti d’Italia dire foggiano è un insulto?  )

Cornuti e mazziati, insomma. Consiglio caldamente la visione di questa immagine ai non pochi foggiani snob, che alla fine della partita, si sono affrettati a prendere le distanze, a dare addosso al Foggia e ai suoi tifosi.

Cadere nella provocazione è stato un grave errore, d’accordo. Tirare bottigliette è un atto autolesionistico, incivile e da grezzi, struzzi, tamarri  (tanto più quando a farlo sono i vip della tribuna). Ma autoflagellarsi è da stupidi. E ricalca un comportamento purtroppo particolarmente diffuso a Foggia, quella tendenza all’autocrocifissione che porta i foggiani ad essere i peggiori giudici di se stessi. Autolesionisti, in un caso e nell’altro. E poi ci chidiamo perché Foggia è agli ultimi posti delle classifiche della qualità della vita.

Se volete guardarvi il video dei festeggiamenti, lo trovate qui:


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