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Giù le mani dalla Rai al Sud

La Rai nella sua versione regionale, svolge un ruolo importante per l’informazione. Eppure, c’è in giro una volontà di accorpamento delle sedi.

Quindi ci sono molte regioni che perderebbero questo basilare strumento d’informazione ed altre che vedrebbero diminuire l’offerta informativa, per far spazio a realtà che non interessano il proprio territorio. Una diminutio per entrambi.

Sono rimasto davvero sorpreso per questa proposta, che reputo deleteria, superficiale e anche balzana.

Il motivo è il taglio dei costi?

Credo che il diritto degli italiani ad essere informati capillarmente dall’ente di stato, non abbia un valore economico. E’ un diritto che va difeso e semmai esteso.

La Rai viene definito un “carrozzone”, ma tale definizione può essere inerente per come è strutturata, ma non in quanto azienda che produce informazione, intrattenimento e cultura.

Attenzione, perché questo e’ un punto di democrazia molto importante.

Non si può accomunare ciò che si è fatto della Rai, con la Rai in quanto istituzione del paese.

La Rai va difesa. Essa va risanata, razionalizzata, ripensata in molti termini, ma va difesa.

Al Sud il Tg Regione svolge un ruolo ancora più importante, perché si legge poco, molto meno che al Nord. Togliere uno strumento d’informazione così immediato, è un ulteriore vulnus ad un sistema culturalmente debole.

Mi piacerebbe sapere chi ha pensato tale riforma. Non vorrei che in un’Italia in disperata situazione di conti pubblici, si arrivi a considerare l’informazione alla stregua di un auto blu.


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