Ennesima estate calda per il calcio campano professionistiche all’insegna di un movimento, quello calcistico, che specie dalle nostre parti,arranca a perseguire la normalità.

La crisi economica che attanaglia il nostro paese si è infatti riversata sul calcio campano con una forza dirompente che condiziona il futuro di tante società, anche di tradizione. Ne sa qualcosa l’Avellino di Taccone costretto a preallertare la piazza sulle difficoltà economiche che il club potrebbe avere durante la stagione calcistica: il che si tradurrà nell’allestimento di un rosa fatta di tante promesse ma all’insegna del fair play economico.

Con meno problemi economici, grazie ad una gestione sin troppo oculata del bilancio, la Salernitana si appresta a vivere e festeggiare il suo centenario all’insegna della giusta ambizione della piazza ad ambire ad un campionato importante che possa valorizzare l’evento e siamo convinti che il duo Lotito e Mezzaroma proverà a farlo ma senza tradire la politica dei prestiti e d’investimenti mirati e non onerosi che sinora ha prevalso in casa granata.

Caso diverso è rappresentato dal Benevento. Mosso da un Presidente passionale e dotato di grande solidità e forza economica come Vigorito, si muove sul mercato con grande disinvoltura e,come se non bastasse, il supporto del c.d. ”paracadute finanziario” aggiunge agli ambiziosi propositi di mercato dei sanniti la parola “tranquillità”. Con un settore giovanile in termini di qualità, dignità ed organizzazione secondo solo a quello del Napoli, il Benevento rappresenta un’oasi felice del calcio campano in un prospetto che al momento appare semi-desertico specie se si osserva la situazione economica di diversi club di tradizione specie in Lega pro .

In Lega pro infatti tra le campane “galleggia” in categoria solo la Paganese ma con una politica fatta sempre d’investimenti al minimo e contratti non onerosi per  gli addetti ai lavori: unica via di sopravvivenza per una Società che comunque, mantendendo la categoria per cosi’ tanti anni ha dimostrato di saperci fare.

Incerta invece la situazione della Juve Stabia in bilico per via di un probabile trapasso societario che stenta a realizzarsi addensando nubi minacciose sul futuro di questa gloriosa società.

La Casertana invece pare avere idee chiare su come rafforzare la squadra:tanti giovani di buone speranze coadiuvate da qualche giocatore di comprovata esperienza. Staremo a vedere.

Al netto di ogni considerazione appare comunque altamente deficitaria la situazione della quasi totalità dei settori giovanili professionistici campani: quello che dovrebbe rappresentare il vero punto di forza, la “visione” delle società per il proprio futuro, rappresenta ormai un peso. Schiavi di sedicenti procuratori, di logiche finalizzate a monetizzare denaro che nulla a che fare con il concetto di meritocrazia e crescita tecnica ed umana, senza strutture sportive dignitose in cui allenarsi, quale futuro hanno le centinaia di giovani che si avvicinano a questo sport con il sogno negli occhi di farsi notare solo perché lo meritano e ne hanno i mezzi?

Sul punto l’introduzione delle Squadre B potrebbe rivelarsi deleterio ulteriormente perché potrebbe rischiare di svilire ulteriormente la valenza agli occhi degli operatori di mercato degli stessi settori giovanili già ampiamente ridimensionati in termini di appetibilità rispetto al passato.

Proprio da una riforma totale dei settori giovanili si dovrebbe ripartire: ridonando ad essi dignità economica e strutturale, norme forti e garantistiche, le società potrebbero su di essi la propria solidità economica e sportiva al contempo giovando il movimento intero di una ventata di nuova linfa anche tecnica ed umana.