Il Covid “svuota” gli uffici del Nord: “South working”, lavorare nel Settentrione vivendo al Sud

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Lo hanno già ribattezzato South working. È l’effetto della pandemia. Il lavoro ‘smart’ che permette a centinaia di migliaia di meridionali di tornare a casa e farsi l’ufficio a casa. Magari al mare.

Centomila residenti in 20 anni

E così, l’allungamento dello stato di emergenza “rischia” di togliere residenti made in Sud a realtà come Milano. Un “allarme” che si è preso la scena su “Il Sole 24 ore”, che ha voluto analizzare questo momento e gli introiti in meno per il capoluogo lombardo. La ‘capitale economica che perde pezzi. Così vicina all’Europa da perdere persone in casa propria, a vantaggio del Sud.

Perché, come spiega il quotidiano economico, in 20 anni Milano ha guadagnato circa 100mila residenti provenienti da altre regioni d’Italia, soprattutto dal Mezzogiorno. Ma ora in tanti, dopo la pandemia, sono rientrati nelle zone di origine e continuano a lavorare al Nord restando al Sud.

Il trend

Il Sole 24 ore fa i conti: fino a 100mila lavoratori in meno negli uffici di Milano e dintorni. Meno code in auto, ma anche meno clienti per bar e ristoranti nelle pause pranzo e meno richieste per il mercato immobiliare. Lo smart working legato all’emergenza coronavirus si potrebbe prolungare fino a dicembre – il Governo sta valutando l’ipotesi – e così tante aziende della metropoli meneghina, soprattutto quelle dei servizi potrebbero proseguire il trend iniziato nella fase critica della pandemia. Continuando a lavorare al Nord, ma vivendo al Sud. In famiglia. A casa. Al mare.

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