Il magnate indiano e il futuro dell’Ilva

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Ma lo sapete che il matrimonio dei facoltosi indiani si è svolto in Puglia perché il magnate, e padre della sposa, Pramod Agarwal si sta comprando l’Ilva di Taranto?

E lo sapete che le risorse potenzialmente utilizzabili per le operazioni di bonifica e di risanamento ambientale sono ancora nella disponibilità dei Riva?

E sapete che molto probabilmente Raffaele Fitto scenderà in campo, con o senza primarie, per le regionali del prossimo anno contro Michele Emiliano (se riuscirà a battere Minervini alle primarie del csx!) e che, in tal caso, l’ex sindaco di Bari potrebbe essere sostenuto da Massimo Cassano?

E lo sapete che nella nostra città, tra non molto, potrebbe scatenarsi una guerra di mafia, favorita dall’indifferenza di cittadini e amministratori pubblici, tra le organizzazioni criminali autoctone e quelle straniere, costituite principalmente da cittadini dell’Europa dell’Est, che si stanno radicando sul territorio attraverso la diffusione di armi e il riciclaggio dei propri proventi generati dall’industria dell’azzardo?

Ecco, ora lo sapete.

Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

Comments (9)

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    gbravin

    8 Settembre 2014 - 07:55

    Sig. Milano, ha fatto molto interessanti osservazioni! Abito nel Veneto e non conosco tutti i retroscena di Taranto e della Puglia in generale. Tuttavia un particolare non mi è sfuggito: come mai i morti o colpiti da malattie riconducibili all’inquinamento prodotto dall’ILVA, appartengono solo ai civili? Possibile che a Taranto, tutti i militari impegnati nella base della M.I. nel porto di Taranto non abbiano mai avuto almeno i primi sintomi?

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    stefypich

    9 Settembre 2014 - 14:02

    In riferimento alla risposta del ragazzo veneto. Ma l articolo lo ha letto bene? Che centra la Marina. Qui non si ha solo l ilva abbiamo anche l eni. E siccome riusciamo a capire solo la parola ” lamentarsi” e non capiamo “che se non si è uniti non si fa nulla”, la nostra situazione non può che peggiorare. Quindi ben ci sta tutto lo schifo che ci circonda.

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      gbravin

      10 Settembre 2014 - 09:38

      Un Indiano forse compra l’ILVA, con tutti i problemi di adeguamenti antinquinamento che presenta. Parte di inquinamento dell’aria è causata dalla centrale ENI. Ma è mai possibile che gli ammalati e decessi si registrano solo nella popolazione civile e MAI in quella militare? Per anni, i militari, censurarono le notizie riguardanti le morti di militari e civili, nel padovano (ROC-Monte venda, Teolo, PD) oppure all’uranio impoverito usato nella ex Jugoslavia oppure per esercitazioni a Quirra (Sardegna).

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    cinzia

    10 Settembre 2014 - 15:19

    Bhè lasciamo stare guerre tra civili mafia ecc ecc..pensiamo invece che magari se si comprano l’ILVA magari la bonificano, magari migliora qualcosa, magari diventa più grande…magari ci sono più assunzioni, più sicurezza ecc ecc…sempre peggio deve andare^????? io ho fiducia e spero di non sbagliarmi

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    andrea

    11 Settembre 2014 - 00:52

    non credevo stessero così.. di cervello i settentrionali (i veri terroni lavoranti la terra)
    vieni a fare l’areosl qua…ma pensa te uno che non ci vive qua deve dire tutte ste….

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      gbravin

      11 Settembre 2014 - 08:20

      Etichettare qualcuno, perché proviene da una Regione diversa non gioca a Suo favore. Attendo suoi commenti costruttivi sui Militari a Porto Grande e Piccolo. Inoltre, non so se ci fece caso, quando scoppiò il caso “salute pubblica” a Taranto, l’unico ministro a disinteressarsene fu proprio il Ministro della Salute, Balduzzi….

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    JO

    11 Settembre 2014 - 01:13

    gbravin ha ragione e comunque voci girano sull’interessamento del “signore del ferro” che vuole rendere Taranto come solo un centro di smistamento dell’acciaio date le capacità portuali e i rapporti di fornitura con mezzo pianeta. Ora: se cosi fosse e si realizzasse il tutto nel giro di molti anni sarebbe uno SPETTACOLO PER TANTI perchè chiuderebbe e non tutti gli altoforni…pero’…più della metà degli occupati diretti e dell’indotto rimarrebbe senza lavoro e senza via d’uscita
    La cura di Taranto a mio parere risiede SOLO nell’adeguamento del sistema produttivo con nuove tecnologie ora inquinante (in europa ci sono prove) e la soluzione non deve necessariamente passare da nuovi acquirenti esteri
    Siamo nel 2014 e se si vuole rendere un sistema inquinante in pulito ci vuole solo volontà e non aspettare il “magnate “di turno

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      gbravin

      11 Settembre 2014 - 08:35

      L’interessamento degli Indiani, per l?ILVA, serve a loro per misurare e quantificare gli aiuti econonici, sgravi e contributivi che riescono ad ottenere dal governo italiano. Poi si vedrà. Precedenti, nello stesso settore: Thyssen Krupp, Torino e Terni, di proprietà statale, passata ai privati e costoro vi rimarranno fintanto che avranno convenienza.

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    klement

    17 Novembre 2014 - 09:53

    Una volta l’Occidente produceva le schifezze a Bhopal, ora l’India compra uno stabilimento già pieno di schifezze in Occidente.
    Il generale Trementina non ha stavolta nulla da brontolare?

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