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Nessuno tocchi la tela del Caravaggio, deve rimanere a Napoli

Decine di manifestanti campani sono scesi in piazza a Napoli per ribadire il no secco al trasloco della tela del Caravaggio “Sette opere della Misericordia” all’Expo di Milano.

Che la scelta di esporre all’Expo di Milano 2015 l’opera del Caravaggio abbia fatto scandalo dagli albori della faccenda è cosa risaputa, e – secondo alcuni rappresentanti della politica e della cultura campana che sono insorti –  il fatto rappresenta un vero e proprio ‘tentativo di scippo’.

L’opera fu realizzata dal Caravaggio appositamente per la Congregazione del Pio Monte della Misericordia tra il 1606 e il 1607. Questa è l’unica rassicurazione che si pone su ogni indignato: “La cosa che lascia perplessi è che da Milano si venga a chiedere la cultura di Napoli – dichiara Francesco Emilio Borrelli, attivista napoletano – e non si capisce perché i tesori di Napoli per essere valorizzati debbano essere portati via da Napoli. Dal momento che l’Expo è una manifestazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, deve attirare turisti noi invitiamo gli stessi turisti a venire a Napoli per visitarla e per ammirare i suoi tesori d’arte e di cultura”.

Nonostante la sentenza del tribunale di Napoli del 1613 che stabilisce l’impossibilità di portare via la tela (perché l’artista l’ha dipinta a Napoli e per Napoli appunto), la volontà di esporre l’opera in fiera è ancora in atto, così come risulta esserlo anche il risentimento dei manifestanti: “Fino a questo momento siamo rimasti calmi, limitandoci a qualche striscione e bandiere inneggianti al Regno delle Due Sicilie. Tutto si è svolto, però, nella massima calma e senza alcun tipo di incidente. Ma  qualora questa scellerata ipotesi venga presa ancora in considerazione, siamo disposti a qualsiasi altro  tipo di manifestazione”.

La faccenda ricorda quella dei Bronzi di Riace, anch’essi voluti fortemente in esposizione per la fiera milanese. In entrambi i casi, infatti, lo schieramento è identico: da un lato, ci sono ‘quelli che dalla propria città non farebbero muovere nulla’, soprattutto – non senza un accento meridionalista- se la provvisoria abitazione è l’atavica “nemica” Milano; e dall’altro, quelli che invece hanno sposato  con entusiasmo le decisioni dell’Expo di Milano, occasione in cui le Città acquisirebbero non poca visibilità.

Nel frattempo, la questione  ha richiamato l’attenzione dei docenti di storia dell’arte moderna all’Università Federico II di Napoli, come per il prof. Tomaso Montanari, che,  in merito allo spostamento delle Sette opere della Misericordia, ha scritto: “Caravaggio non è una escort di lusso”. Una metafora che evidenzierebbe, più che altro, l’aspetto economico e che si antepone ai tanti italiani medi che hanno imparato a confondere l’arte col turismo, finendo col fondere insieme, nel termine “valorizzazione”, la tutela delle opere con la promozione del territorio.


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