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Il miracolo di Natale si chiama Liliana. Nata da una madre in coma vegetativo. I medici: “caso mondiale”

Si chiama Maria Liliana la bimba nata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Napoli da Carolina Sepe, 25 anni, dopo un parto cesareo. E’ nata lo scorso 19 dicembre.

La donna è  in coma vegetativo dal 25 agosto, in seguito a una sparatoria avvenuta nell’avellinese. In base alla ricostruzione dei fatti, la  guardia giurata Domenico Aschettino , durante una lite avrebbe sparato ai familiari della donna, ferendo anche lei.

Nonostante un’operazione alla testa, per decomprimere la calotta cranica e nonostante lo stato di coma, la gravidanza è proseguita “regolarmente”.  “Un vero miracolo” che i medici, dopo varie consultazioni e dopo aver valutato le condizioni della donna, hanno deciso di portare a compimento, con un parto cesareo. Così la piccola Maria Liliana, di appena  un chilo e ottanta grammi, è finalmente nata.

La vita di Carolina si spezzata il 25 agosto del 2013: si trovava dai suoi genitori a Lauro, in provincia di Avellino.

Nel cortile di casa entra un vicino, Domenico Aschettino, ex guardia guirata, armato di pistola. Mira contro Vincenzo Sepe, il padre di Carolina, rancori dovuti a una lite per futili motivi. E lo uccide, la vittima ha solo 47 anni. Ma Aschettino non si ferma, spara a ripetizione: con un proiettile colpisce alla testa Carolina, ferisce sua madre Vincenza Ferraro, suo fratello Orlando, sua nonna Bettina Crisci. La ragazza viene trasportata nella notte al Cardarelli, in condizioni drammatiche. È alla decima settimana di gravidanza, non si conosce neppure il sesso del feto. Carolina Sepe compie 25 anni in reparto, il 29 agosto, lo stesso giorno della sepoltura di suo padre. In ospedale viene anche sottoposta a un intervento chirurgico di decopressione della calotta cranica, e intubata. La sua storia, sotto il profilo medico, è più unica che rara: per la giovane età e per la gravidanza ancora in una fase tanto iniziale.

Al Cardarelli i medici consultano il comitato etico, i giudici e poi il tutore nominato dal tribunale di Avellino, senza mai fermarsi di fronte all’angoscia per quelle condizioni cliniche tanto gravi.

In rianimazione si svolge così quasi tutta la gravidanza.

Così si arriva al 19 dicembre, ventisettesima settimana di gravidanza superata da tre giorni per Carolina Sepe. Sono i medici che per motivi clinici decidono di anticipare la data del parto che, chiaramente, avviene con taglio cesareo. A operare il primario di ginecologia e ostetricia Fabio Sirimarco, con il collegaGiuseppe Nazzaro: l’intervento dura una manciata di minuti. «Senza determinare complicanze per la mamma: le sue condizioni restano gravi ma stazionarie» dice il direttore sanitario di presidio delCardarelli, Franco Paradiso. Subito dopo, la piccola, nata prematura, viene trasportata in terapia intensiva neonate.
«Intubata anche lei, e tenuta in una incubatrice: le sue condizioni sono stabili, pur se i medici non possono ancora sciogliere la prognosi». Una vicenda clinica eccezionale. Primo caso al mondo, probabilmente secondo i medici del Cardarelli: la gravidanza e il parto in ospedale saranno al centro di studi e pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate.

A partire da quel vagito, così ordinario subito dopo una nascita, diventato l’altra mattina, dopo quattro lunghissimi mesi, tanto straordinario. (fonte Il Mattino)


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