Capita spesso in una gara di calcio attraversare fasi e momenti in cui l’episodio o la scelta tattica o tecnica dell’allenatore possono esser determinanti ai fini del risultato finale.Se osservate con attenzione ciò accade specie nelle gare in cui le squadre presentano valori tecnici fisici mentali sostanzialmente equivalenti: In questi casi basta anche un solo episodio per cambiare il corso del match.

Bene questo campionato di  massima serie assomiglia sempre di più a un match di scacchi cui partecipano per vincere squadre con valori pressoché’ equivalenti quali Inter, Juventus, Napoli e Fiorentina.

L’Inter pragmatica di Mancini che privilegia con le grandi una fase difensiva inoppugnabile e una concretezza in fase realizzativa degna delle grandi squadre ma che  probabilmente è una squadra che studia per diventare grande e che in alcune occasioni, specie con le piccole, quando si tratta d’imporre il proprio gioco, qualche volta si dimentica le sue qualità migliori, e inciampa.

La Juventus che dopo un avvio non esaltante è divenuta un rullo compressore che sembra inarrestabile e destinata a competere per il titolo, sino all’ultima giornata. Lo scotto Mr. Allegri lo  ha probabilmente pagato per inserire i nuovi innesti, a fronte di cessioni eccellenti, convincendo il vecchio gruppo di essere ancora all’altezza per competere ai massimi livelli. Il resto lo ha fatto la società bianconera che non ha mai indebolito ma anzi ha rafforzato la posizione del tecnico e creduto nella qualità del progetto  messo in piedi nei momenti di difficoltà.

Sorprendente e frizzante la Fiorentina di Mr. Sosa. Le interessanti soluzioni tattiche del tecnico e la bontà di un progetto che appare solido e destinato a crescere ( se supportato dall’ambiente nei momenti di difficoltà) vanno alla pari con l’entusiasmo della piazza da tempo affamata di vittorie e titoli. Ma il progetto dei viola, per quanto costruito sulle ceneri del ciclo precedente di Mr. Montella, appare ancor più giovane di quello neroazzurro e quindi non sempre affidabile anche se, a differenza di quello interista, solidissimo sotto l’aspetto del gioco.

Ma il giro di boa ha mostrato, inoltre, che anche la squadra del Napoli ha tutte le carte in regola per proseguire il proprio cammino, parimenti alle altre squadre che occupano le prime posizioni della classifica.

Il Napoli appare, infatti, con la Juventus la squadra che più di tutte ha costruito le basi del suo progetto tecnico nel tempo, preservando i suoi pezzi pregiati dalle sirene del mercato, ed affidando l’affinamento dello stesso a un tecnico navigato e affamato di successi come Sarri.

Il tecnico toscano ha conferito alla squadra partenopea un gioco spumeggiante riuscendo a esaltare le doti dei suoi interpreti e mostrando una capacità di intervenire in corso d’opera pur usando un modulo non propriamente “suo”. La squadra azzurra sembra aver finalmente superato i balbettii con le piccole squadre, che ne avevano frenato la corsa negli anni precedenti, e con un Higuain formato stellare lancia il suo messaggio d’ambizione ai pretendenti al titolo.

Ma questo campionato è una partita a scacchi e se sbagli anche poco rischi di rimaner escluso dal tavolo da gioco, proprio come accaduto alla Roma di Mr. Garcia. Quali tra i pretendenti potrà spuntarla non è dato sapere, ma appare ormai evidente che, per Napoli il Napoli e il Sud, questa è un’occasione unica da non farsi sfuggire: scacco matto!