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Il Sud Italia: chi parte, chi va, chi sta. Seminario a Lamezia Terme

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Un ciclo di incontri sul Sud Italia

Il primo di un ciclo di incontri dedicati al Mezzogiorno d’Italia. “Il Sud Italia: chi parte, chi va, chi sta”. È questo il tema approfondito dalla rivista ‘Gli Asini’ e Comunità Progetto Sud, nel seminario ospitato a Lamezia Terme nel weekend 18 – 20 gennaio.

Il ciclo di incontri sul Sud

Un appuntamento che prevede incontri in Calabria e Puglia, rivolti a operatori sociali e culturali, insegnanti, educatori, attivisti, in particolare a quanti sono sotto i 30 anni. Fulcro delle discussioni, il Sud Italia e le sue trasformazioni sociali, politiche, culturali, economiche, alla sua posizione nel Mediterraneo, alle esperienze e alle possibilità di intervento sociale e politico nelle città e nelle aree rurali (Info e prenotazioni prenotazioni: [email protected])

Le migrazioni

Si prende spunto anche dal tema delle migrazioni. Perché le regioni del Sud sono un crocevia, terra di partenza e di arrivo. Un Mezzogiorno che accoglie, ma da cui si va anche via. Secondo lo Svimez, tra il 2002 e il 2016 sono emigrate dal Sud quasi due milioni di persone, il 16% delle quali sono andate all’estero. La metà circa sono giovani; la metà non è tornata. Nel frattempo, il Sud è territorio di immigrazione e di transito: ci sono oggi al Sud poco meno di novecentomila cittadini stranieri.

Tra chi parte e chi arriva c’è chi sta. E coloro che restano – spiegano i promotori degli incontri -, in particolare i ragazzi, i giovani, devono fare i conti con la difficoltà di restare in luoghi nei quali ci sono poche prospettive di sopravvivenza. Al Sud più che altrove – è uno dei temi di discussione -, sopravvivenza vuol dire lavoro nero, precario, sfruttato, raccomandazioni, clientelismo. Le riflessioni sul “restare (o tornare) a Sud”, soprattutto nelle aree interne, riguardano spesso questioni culturali, legate all’identità meridiana, alla tradizione, alla lentezza, all’idea che il Sud rappresenti uno sviluppo diverso dal e alternativo al capitalismo del Nord.

Il seminario

È però urgente e necessario discutere – e sperimentare praticamente – come si possa costruire una società più giusta, un’economia che non si basi sullo sfruttamento e sostenibile dal punto di vista ambientale, che contemporaneamente coinvolga gli stranieri che decidano di vivere e gli emigrati che decidano di tornare al Sud.

Da qui, l’idea di un seminario rivolto soprattutto a giovani, a persone e gruppi che non solo pensano e analizzano, ma anche praticano forme di intervento sociale e politico e di sperimentazione di economie alternative e dal basso nelle regioni del Sud, e che vogliano ragionare e confrontarsi tra loro, senza intenti narcisisti, inutilmente retorici e autocelebrativi.

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