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Imprenditoria femminile: i dati 2018 al Sud

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Imprenditoria femminile: i dati

Una su quattro ce la fa. Ed è un dato ancora troppo basso. Perché la fotografia scattata dall’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere – InfoCamere è eloquente: a fine settembre – ultimo report – oltre 2,5 milioni di cariche nelle imprese italiane sono occupate da donne, lo 0,34% in più dello scorso anno. Ma, nelle “stanze dei bottoni” le donne, sebbene in crescita, rappresentano solo il 25% dei quasi 3 milioni e novecentomila amministratori d’impresa oggi esistenti.

I ruoli.

Sono 32mila gli incarichi di presidente del consiglio di amministratore ricoperti da donne, a fronte di oltre 185mila totali. Le donne presidente incidono per il 17,36% del totale, aumentando di oltre 7 punti percentuali rispetto a settembre 2017. Quasi 17mila, invece, gli incarichi di vice presidenti (un quarto dei 67mila complessivi), con un incremento rispetto a un anno fa di 8,7 punti percentuali. Tra gli amministratori o consiglieri delegati, inoltre, le cariche al femminile sono circa 5mila (contro le 22mila totali), 36mila quelle di amministratrici (il 22,6% dei 160mila esistenti), quasi 600 (il 14%) i direttori donna contro 4mila incarichi complessivi. In termini assoluti il numero più elevato di donne si incontra tra i consiglieri: 213mila quelle presenti nei Cda delle aziende italiane, poco meno del 25% del totale.

Le regioni.

Gran parte di queste donne ha fondato o partecipato alla fondazione di una delle imprese femminili oggi esistenti in Italia. Un milione e 337mila quelle registrate alle Camere di commercio a fine settembre scorso, il 21,91% del totale. Più di un quarto delle 8mila imprese femminili in più rispetto a settembre 2017 si deve alle donne del Lazio (+2.206, con una variazione percentuale di +1,5%). Forte però anche l’aumento registrato in Campania (+1.837, pari al +1,4%), in Sicilia (1.454, +1,3%) e in Lombardia (+1.319, +0,7%). Nel dettaglio del Sud, un lieve aumento (+0,7%) si registra anche in Calabria (320 imprese), in Puglia (468, +0.5%), Sardegna (mezzo punto percentuale in più garantito da 194 imprese), mentre un calo si registra in Molise e Basilicata.

I settori.

I settori che sono cresciuti di più sono il turismo (+2.291 imprese) e le Altre attività dei servizi (+2.156). Variazioni elevate però interessano la Sanità (+4,3%), le Attività professionali, scientifiche e tecniche (+4%), l’Istruzione (+3,5%) e il Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+3,1%).

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