La ferrovia Sud-Est finalmente può rinascere

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E’ vero che il tempo è galantuomo.

Perché alla fine il vaso di Pandora è stato scoperchiato.

Delrio fa finalmente quello che andava fatto e che tutti i suoi predecessori non hanno voluto fare.

Ricordo come fosse ieri quando consegnammo il “libro nero sulla sud est” nella mani del super ministro Passera.

Fummo tra i primi a sentire il puzzo di malaffare nell’azienda che tutti consideravano la zona franca del bengodi.

Speravamo, col presidente Vendola, nella libertà di manovra del super ministro tecnico, affrancato da tutti i vecchi legami consociativi.

E, invece, anche lui sprofondò nella palude dei poteri trasversali occulti e palesi, che avevano da sempre blindato le sorti della Sud Est.

La nostra richiesta di commissariamento non fu accolta, l’amministratore rimase imperturbato al suo posto e, anzi, anni dopo fu premiato rinnovandogli l’incarico.

Intanto lo spreco proseguiva allegro e impudico.

Fino a oggi.

L’operazione verità arriva con almeno quattro-cinque anni di ritardo e alcune centinaia di milioni di euro di ulteriore buco.

Alla società di revisione selezionata dalla Regione fu persino impedito l’accesso agli atti.

Lo ricordo quel gioco di melina, con cui riuscirono a far abortire la nostra verifica gestionale e contabile, grazie a protezioni di ogni sorta.

Il muro di gomma di quel potere oscuro non tollerava sguardi intrusi, nemmeno quello della Regione, di fatto potenziale proprietaria dell’azienda.

Eppure, in questo desolante deserto dell’etica pubblica, si scorge un germoglio ed è la convinzione del commissario, pienamente condivisibile, della possibilità di risanamento.

Anche in una condizione così estrema, la Ferrovia Sud Est può rinascere.

La Sud Est, alleggerita dal suo gravame corruttivo, è nelle condizioni di giungere nel giro di pochissimo tempo, due-tre anni sostiene il commissario, al risanamento finanziario e, dunque, un recupero pieno della sua missione aziendale.

E’ possibile immaginare che anche la Sud Est possa diventare un’azienda sana e qualificata nel sistema del trasporto pubblico regionale.

I cittadini del sud est barese, della linea ionica e del salento chiedono a gran voce ormai un servizio automobilistico efficiente e il rilancio del trasporto ferroviario secondo modelli di una moderna metropolitana di linea.

Realizzarlo conferirebbe alla qualità della vita e alla qualità dello sviluppo della Puglia una marcia in più.

Guglielmo Minervini

Nato nel 1961, è professore di Informatica nelle scuole superiori e Direttore Editoriale della casa editrice la Meridiana. È sposato e ha due figli: Camilla e Nicolò. Inizia a fare politica con l'impegno nel mondo del volontariato, dalla parte dei bambini e delle donne del centro storico di Molfetta. Nel 1985 fonda la Casa per la Pace e diventa consigliere nazionale di Pax Cristi. Dal 1994 al 2000 è sindaco di Molfetta. Nel 2000 riceve il premio nazionale "Luciano Lama" conferito ai sindaci delle migliori amministrazioni comunali. Nel 2005 è eletto in Consiglio Regionale. Il Presidente Vendola lo nomina Assessore alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva. Sotto il suo mandato nasce la legge sulla trasparenza, il bando sul riuso dei beni confiscati alla mafia, la legge sullo sport per tutti, la riorganizzazione degli uffici regionali e Bollenti Spiriti, progetto di formazione e lotta al precariato e alla disoccupazione giovanile che, nel 2013, sarà premiato a Bruxelles come uno dei due progetti italiani di buona amministrazione a livello europeo. Rieletto in consiglio regionale nel 2010, viene riconfermato nella nuova Giunta con la delega alle Infrastrutture e ai Trasporti. Dopo il rimpasto della primavera 2013, è nuovamente Assessore alle Politiche Giovanili, Immigrazione, Trasparenza e Legalità. Da qui nuove iniziative tuttora in corso, tra cui un'edizione di Bollenti Spiriti per il recupero dei NEET e il progetto di chiusura del Ghetto di Rignano Garganico con la contestuale nascita di nuovi punti d'accoglienza, per dare ai migranti che operano nella raccolta del pomodoro condizioni di vita e di lavoro degne di questo nome.

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