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La lista dei i vecchi #Fari del Sud che rivivranno con una destinazione tra cultura ed attività sociale

I vecchi fari di porti, hanno un fascino particolare. Infatti sono stati protagonisti di letteraratura e film leggendari.

Il nome deriva dall’isola di Fharos, situata nei presi di Alessandria d’Egitto, dove venne costruita una grande torre al cui interno bruciavano costantemente fascine, affinché i naviganti potessero riguardarsi da una vicina e pericolosa palude.

Ebbene lo Stato ha deciso di dare in concessione undici fari dismessi.

La loro conversione dovrà riguardare il turismo, la ristorazione, lo sport, la promozione del territorio, le attività sociali e la cultura.

Di essi sette sono gestiti dal demanio e quattro dal Ministero della Difesa e si trovano tutti al Sud, tranne uno in Toscana. Infatti gli altri dieci sono tra Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Nella fattispecie sono: il Faro di isola Capo Rizzuto, quello di Bricoli (ad Augusta), il Faro di Murro di Porco (Siracusa), quello di Capo Grosso nell’isola di Levanzo-Favignana, il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica, il Faro di Capo d’Orso a Maiori, quello di Punta Imperatore a Forio d’Ischia, quello di San Domino delle Tremiti ed altri.

Per l’assegnazione è stato scelto un bando  e saranno valutate le richieste in base a criteri di proposta più vantaggiosa, tra il fattore economico e quello progettuale di recupero.

Un pezzo di storia torna a rivede.


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