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La politica generativa secondo Guglielmo Minervini

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“È il potere che indirizza la politica e poiché oggi sta cambiando la concezione del potere occorre un’evoluzione culturale, radicale e plurale, per restituire alla politica la sua dignità ed utilità sociale”. Guglielmo Minervini non usa scorciatoie retoriche per raggiungere la meta del suo ragionamento. L’ex assessore alla Cittadinanza Attiva della Regione Puglia (quando ne era presidente Nichi Vendola) e oggi capogruppo di “Noi a Sinistra per la Puglia”, nel corso della presentazione nell’Aula Magna “Aldo Moro” dell’Università di Bari del suo volume “La politica generativa. Pratiche di comunità nel laboratorio Puglia”, recentemente pubblicato da Carocci, racconta non solo la formazione e la genesi di “Bollenti Spiriti”, ma anche e soprattutto come le politiche attivate a favore delle più giovani generazioni – oggi riconosciute in Europa come best practice – abbiano contribuito a riscrivere culturalmente il vocabolario della politica stessa.

“Oggi le Istituzioni non hanno più la fiducia dei cittadini – ha proseguito Minervini con i giovani, in particolare, che ne sono particolarmente distanti ritenendo le classi dirigenti autoreferenziali e interessate alla conservazione del potere”. Non significa, tuttavia, che non ci sia interesse per la politica. Non c’è interesse, semmai, per questa politica. Non poche, del resto, in Puglia e in tutta Italia sono le pratiche, virtuose e contagiose, di cittadinanza attiva che rivelano, invece, un grande desiderio di una politica alta e altra, capace di rimettere al centro il diritto di ciascuno ad una esistenza serena e felice. Secondo la logica che il potere non vada concentrato, ma redistribuito; secondo la visione che ad una “politica dell’Io” occorra sostituire una “politica del Noi”, migrando da un modello esclusivo ad uno inclusivo. Rinunciando ad uno schema verticale e oligopolistico per abbracciarne uno circolare e pluralistico, fondato sulla partecipazione e la condivisione.

“Bollenti Spiriti – ha dichiarato l’economista Leonardo Becchetti – corrobora l’idea che innovazione sociale e tecnologica possano progredire insieme accrescendo la qualità della vita e ricreando un senso di comunità oggi logorato dalla paura dell’Altro e dall’idea che il nostro benessere derivi dall’Uomo della Provvidenza. Noi, però, dobbiamo essere cittadini, e non spettatori, avendo, quindi, il dovere di impegnarci in prima persona per le nostre città”. Realizzare il cambiamento, però, per quanto diffusamente auspicato non è un processo immediato.

“Il cambiamento – ha ammesso il professore di Scienze Politiche Pino Cotturri attraverso la condivisione delle pratiche va costruito giorno per giorno e non imposto. E, infatti, nel libro di Minervini, scritto con un linguaggio limpido ed essenziale, sono tangibili le speranze dei giovani pugliesi che credono in un cambiamento possibile”. Eccola, quindi, la politica generativa perorata da Guglielmo Minervini. Una politica progressiva, che non rinnega l’idealità, ma che affonda le radici nel terreno della realtà e della complessità contemporanea; una politica che – come ha sottolineato lo scrittore Alessandro Leogrande – deve ritrovare credibilità per poter meritare nuovamente la fiducia soprattutto dei più giovani che non vorrebbero più emigrare dalla Puglia e dal Mezzogiorno per poter esprimere la loro creatività. Per poter difendere la propria libertà e realizzare i propri sogni di felicità.

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Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

One comment

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    antonella corciulo

    8 Giugno 2016 - 10:07

    Prossimo appuntamento con Guglielmo Minervini, sabato 11 giugno alle ore 18,00 c/o La Torre nel Borgo – Borgagne (Le).

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