L’Aquila crolla ancora, anche senza terremoto

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balcone case

A L’Aquila si è staccato un balcone di un edificio.

La notizia potrebbe non far sobbalzare nessuno, perché tutti sanno che c’è stato un terremoto e che il centro storico è gran parte ancora macerie.

Il balcone però non è crollato in centro storico, ma si è staccato da un nuovo edificio! Quale? Uno di quelli che lo Stato ci regalò in pochi mesi gridando al miracolo: il Progetto C.A.S.E.macerie e bla-bla-bla.

Se guardate bene la foto, vi accorgerete che non c’è neanche un fil di ferro, ma solo travi di legno spezzate.

Sicuramente un miracolo c’è stato: queste C.A.S.E. antisismiche ed ecocompatibili, crollano anche senza terremoto e consumano più di quelle che avevamo.

Forse anche per questo avremmo preferito i container.

balcone22

Giusi Pitari

Giusi Pitari. 56 anni, aquilana; madre di due figli. Laureata in Scienze Biologiche nel 1979, lavora come professore associato presso l’Università degli Studi dell’Aquila: insegna e si occupa di ricerca nel campo delle Scienze Biochimiche. Una delle sue passioni è scrivere: è autrice di un racconto sul terremoto dal titolo “Trentotto secondi” e di un capitolo del libro "Il terremoto dell'Aquila, analisi e riflessioni sull'emergenza" a cura dell’Osservatorio sul terremoto dell’Università dell’Aquila. E’ autrice del blog Trentotto secondi: http://giusipitari.blogspot.it/, dove racconta della sua città.

Comments (11)

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    alessandro

    4 Settembre 2014 - 13:00

    Io possiedo una prefabbricata;chi ha costruito questa prefabbricata é un incompetente: non si fanno balconi aggettanti in quel modo e su quelle case prefabbricate.

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    Luigi Viganò

    4 Settembre 2014 - 13:05

    Mica scema la tribù dei caimani. Costruzione svelta e manutenzione perpetua. Come la Salerno Reggio Calabria. Sono solo le case vista Colosseo che vengono sistemate a regola d’arte. Il regalo (a tua insaputa) ti arriva una volta nella vita……

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    Giuseppe Claudio Vitale

    4 Settembre 2014 - 14:20

    Ve lo ricordate il mercante di Arcore, adesso delinquente-pregiudicato, quando le presentava come imbonitore e rappresentante di commercio?. Questo merita l’Italie e gli italiani, compresa quella vecchietta che si fece regalare la dentiera. Italiani pecoroni

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      smallsmile7

      4 Settembre 2014 - 22:09

      Appare più che evidente che la struttura di legno portante l’aggetto è fratturata per probabile sovraccarico eccessivo.
      Il conglomerato che appare in foto NON è assolutamente portante e dunque NON poteva essere armato: si tratta di uno strato di cemento “soffiato” e/o con miscelato con schiuma auto indurente.
      Il suo peso è minimale rispetto all’uso improprio che probabilmente è stato fatto del balconcino: da un numero eccessivo di persone, al deposito di materiali pesanti, all’attacco di un paranco o altro arnese di sollevamento.
      Non credo che il Signore indicato dal commentatore Vitale possa essere ritenuto responsabile anche di un uso improprio di una abitazione.
      La mia roulotte che mandai in Irpinia subito dopo il terremoto, mi tornò addirittura “migliorata”, con tanto di lettera degli ospiti che riuscirono a svernarci per due stagioni.
      Agli Italiani NON si deve dare nulla gratis: le norme antisismiche erano già in vigore da decenni all’Aquila, ma quanti “danneggiati” possono dimostrare di aver effettuato gli adeguamenti?
      Quanti avevavno rispettato le norme precauzionali per lo sgombero veloce?
      Un Popolo di saputoni che apre bocca e le dà fiato, buttando tutto in (pessima) politica, altro che pecoroni…

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  • giusi pitari

    giusi pitari

    4 Settembre 2014 - 21:25

    Gli Italiani onesti e con la testa sulle spalle devono combattere tutto questo

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  • giusi pitari

    giusi pitari

    5 Settembre 2014 - 09:04

    Non sono un tecnico quindi non posso con sicurezza esprimermi riguardo le causa della caduta del balconcino. Al momento della caduta, comunque, l’abitazione non era abitata. Gli inquilini della palazzina da molto tempo denunciavano infiltrazioni cospicue di acqua. Ora sarà la procura ad esprimersi. Ad ogni modo, nella mia piccola esperienza, è la prima volta che vedo un balcone di una nuova costruzione crollare

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    smallsmile7

    6 Settembre 2014 - 23:47

    Prof. Giusi, invece io sono un tecnico che ha svolto centinaia di accertamenti tecnici giudiziari e la foto è più che significativa, dal momento che le fratture del legno sono freschissime e non vi è traccia di marciume,
    Oltre questo non posso andare, ma ciò che stigmatizzo nella maniera più ferma è il puerile commento a cui ho risposto con dati di fatto.
    Tirare in ballo chi governa addebitandogli ogni singolo problema della Nazione non è certo indice di intelligenza “normale”.
    Visto che l’Autrice è una Biologa, potrebbe consultare un collega docente, meglio se Ingegnere Strutturista, invece di lanciarsi in analisi statiche che non le competono.
    Tra l’altro la foto denota un taglio che appare quasi eseguito con la sega, magari un atto di sabotaggio in fase di costruzione, episodi non certo infrequenti nei nostri cantieri, dove la vigilanza sia da parte del costruttore, sia da quella della Stazione Appaltante, deve essere costante e approfondita.
    Buon proseguimento…

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      smallsmile7

      8 Settembre 2014 - 21:10

      Buona sera,

      a me sembra l’esatto contrario: “Se guardate bene la foto, vi accorgerete che non c’è neanche un fil di ferro, ma solo travi di legno spezzate. Sicuramente un miracolo c’è stato: queste C.A.S.E. antisismiche ed ecocompatibili, crollano anche senza terremoto…”

      Mi scusi per la pedanteria, ma a volte il mio caratteraccio abruzzese con nobili origini proprio all’Aquila si mette a braccetto col “Toro” che è in me e… patatracchete.

      Sarebbe stato interessante approfondire, ma sicuramente qualche collega CTU sarà nominato dal Giudice e fra 30-40 anni conosceremo la verità “giudiziaria”.

      Un caro saluto.

      Gigi

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    smallsmile7

    9 Settembre 2014 - 21:08

    Grazie… non si finisce mai di imparare.
    Buona serata.

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