Leggete questo libro per scoprire le scelte che non avete fatto

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Il libro che voglio segnalarvi oggi si intitola ‘Le scelte che non hai fatto’ ed è uscito a un giorno dalla scomparsa della sua autrice, Maria Perosino, una donna di cultura che ho amato molto anche per il suo lavoro di storica dell’arte.

Maria, malata da tempo, crea una narrazione autobiografica davvero straordinaria, prendendo in esame le più importanti scelte della sua vita, senza rimpiangerle mai le direzioni non intraprese e, anzi, sfidandosi a mettere in scena, attraverso la scrittura, un teatro delle molteplici versioni della sua esistenza.

Invece che basare la sua narrazione su uno sdoppiamento della personalità della protagonista (ricordate il film con Gwyneth Paltrow, Sliding Doors?), nell’ultimo, delicato libro di Maria Perosino è a una serie di personaggi che è affidato il compito di rappresentare le scelte non fatte, di essere simboli dei percorsi mancati, a volte rassicuranti, a volte dolorosi, a volte solo estranei o impossibili.

La serenità con cui l’autrice affronta la sua vita, sul finire di essa, mi ha profondamente commosso e spero che possa essere anche per voi un’occasione di confronto con voi stessi come lo è stata per me.

Massimo Bray

Massimo Bray è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra all’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani. Non lascerà più l’Istituto, fino all’elezione al Parlamento: nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore che contraddistingue un’istituzione culturale di così grande prestigio, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo. Il progetto di definire l’Enciclopedia degli italiani online è il modo di interpretare la missione della Treccani nel XXI secolo. La scelta è quella di mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di utenti un patrimonio di conoscenza di alta qualità; la convinzione è che il nostro Paese debba elaborare nuove forme di gestione del patrimonio culturale, coniugando la forza dei contenuti con le innovazioni tecnologiche. Massimo Bray è stato anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di elaborare analisi e riflessioni pubbliche sui nodi cruciali dell’innovazione politica ed economica europea. La fondazione è un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano. Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale. Ha presieduto il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica. Grazie al lavoro del gruppo di competenze che gestisce la Fondazione e soprattutto alla straordinaria coralità dei talenti musicali coinvolti nell’Ensemble Notte della Taranta, il festival è divenuto, negli anni, un riconosciuto modello culturale che, di edizione in edizione, non cessando di produrre nuove forme di elaborazione artistica, ha cominciato a produrre interessanti economie per il territorio. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nelle fila del Partito democratico e il 28 aprile 2013 è stato nominato ministro per i Beni, le attività culturali e il turismo del governo presieduto da Enrico Letta. Su Twitter è @MassimoBray.

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