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A Palermo per Antonello da Messina, genio del rinascimento

Il progetto è partito due anni fa da un’idea partorita da Giovanni Taormina, un restauratore, esperto d’arte e consulente della procura di Palermo, che poco più di due anni fa presso il suo studio di restauro convocò diversi specialisti provenienti dal settore della teologia, come Cristiana Perrone, del restauro come Fazzio, dal settore della radiologia come Giuseppe Salerno, Del settore della Medicina Estetica come Lidia Perrone, dal settore del multispettrale come Francesca Alberghina e Salvatore Schiavone e Nel settore della chimica come Marco Nicola.

Un progetto quindi partito dalla Sicilia una terra da dove molti fuggono e che nel giro di pochi mesi ha visto portare alla luce nuovi e inediti temi relativamente alla pittura di artisti come Antonello, vedi riflessioni e ricerche presentato all’università Libre di Bruxelles su Antonello; il Mistero Svelato, presentato all’Istituto di Cultura di Bruxelles, dove per la prima volta all’interno del Gruppo viene coinvolto uno storico dell’arte come Mauro Lucco, organizzatore della più imponente mostra su Antonello e autore di diversi testi su artisti del rinascimento; in ultimo nel mese di Giugno è stato presentato a Palermo nella sala Magna dello Steri, sede del rettorato dell’università e nella sala conferenze del Vestito Nuovo, uno studio dal tema ‘Antonello Genio del Rinascimento‘.

Sotto lo studio pubblicato dal Mibact Svolta a Palermo la due giorni su Antonello da Messina e sull’Annunciata. La due giorni palermitana svoltasi allo Steri e al Vestito Nuovo, ha ribadito la grandezza dell’artista con delle argomentazioni nuove. Si è voluto evidenziare l’Antonello mediterraneo ed europeo come, l’anticipatore dell’emozione attraverso i ritratti, assai diverso dalla statuaria figurativa di Piero Della Francesca, come sosteneva Roberto Longhi, dando di fatto ad Antonello un’immagine che va oltre quello che si presentò all’epoca, presentando al pubblico un artista che anticipa i tempi e divenendo di fatto un ispiratore di quella carica emotiva di cui verrano intrise le opere degli artisti del rinascimento, partendo da Giovanni Bellini e Leonardo.

La lettura di una M maiuscola sul libro davanti alla vergine di Palermo, (iniziali di magnificat, cioè la risposta della madonna all’angelo) dimostra che si tratta certamente di un’annunciata; cosa ad esempio mai creduta da un grande studioso come Federico Zeri, poiché la vergine guarda verso l’angelo, ogni spettatore è messo nella condizione di quest’ultimo; è il momento di sospensione avvertibile nello sguardo che dice, il momento topico sta per arrivare. Inoltre le indagini scientifiche dimostrano che il settore di colore chiaro ai lati del volto e dentro il velo sulla destra non è un’indebita aggiunta di colore, ma il frutto di una pulitura non documentata avvenuta in un lontano restauro. Esclusa l’ipotesi che vi fosse una ciocca di capelli, quello che si vede è l’effetto di questo incidente. Le nuove tesi sono state illustrate da Mauro Lucco,Giocchino Barbera, Giovanni Taormina, Giuseppe Salerno, Franco Fazzio e Maria Giuseppina Mazzola. Su questa conferenza verrà realizzato un video che illustrerà oltre la stessa, i luoghi di Antonello da Messina e l’Annunciata. Le riprese sono state curate da Gregorio Giovenco, Fabio Giovenco e Simone Brancatello. Foto di Guglielmo Mangiapane. La conferenza si è svolta sotto l’alto patrocinio dell’Università Degli Studi di Palermo, del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis, Fondazione Federico II.


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