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L’ignoranza di settore: ecco il Psmsad, il fondo Inps per gli artisti

È del 4 maggio 2020 la notizia pubblicata su Il sole 24 ore del Psmsad, il fondo Inps per gli artisti.

Cos’è

ll Fondo PSMSAD (acronimo di Pittori, Scultori, Musicisti, Scrittori e Autori Drammatici) sostiene gli iscritti nella loro attività professionale promuovendone la formazione e l’affermazione in campo nazionale e internazionale, anche in collaborazione con altre istituzioni italiane e straniere.

Il fondo sostiene solo 874 iscritti di tutta Italia.

Il fondo è rivolto a tutti quei cittadini italiani e comunitari che esercitano prevalentemente e con continuità le attività di pittore, scultore, musicista, scrittore e autore drammatico e possono iscrivere sì anche i cittadini compresi tra i 18 e 35 anni purché siano in grado di dimostrare con documentazione allegata l’attività che stanno svolgendo.

Fin qui tutto bene, ma accedendo al sito dell’INPS e facendo ricerche tramite Google si arriva con difficoltà a capire di cosa si sta parlando, dal regolamento alla domanda di iscrizione.

Mettiamoci poi quello che, nel 2020, è fondamentale: la mancanza di comunicazione

Solo poco più di 800 iscritti fanno capire che manda un portale unico per il settore che possa mettere a conoscenza di tutte le iniziative, istituzionali e non, per un settore ignorato in decenni di storia.

In un Paese che ancora non sa che la stragrande parte degli artisti è indipendente, provate a indossare i panni di chi prova, attraverso l’arte, a conoscere questo mondo e del come tutelarsi: non basta una vita e si genera ignoranza di settore.

Lo Stato italiano, ahinoi, non ha mai istituito un portale per il settore della cultura per gli operatori del settore in cui, dividendo per sezioni e categorie, si sarebbe potuto accedere per conoscere tutto ciò che concerne questo mondo e, come nel caso del Psmsad avrebbe ricevuto supporto economico.

Potremmo dire che la crisi di settore ha due nuovi fattori: l’ignoranza degli operatori che non riescono a conoscere tutto per mancanza di punti di riferimenti certi, visto che siamo nell’era del web, e una scarsa comunicazione da parte delle istituzioni su quelle che sono le possibilità di sostegno al settore dell’arte.


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