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Lo stupore di Salvini e quello del Sud

“Voltaire diceva: non condivido la tua idea ma sono pronto a dare la vita affinché tu possa manifestarla.”

“Pienamente d’accordo, professore. Ma quello che non capisco è lo stupore. Lo stupore di Matteo Salvini di essere malvisto al Sud.”

“Qui ci vorrebbe Montaigne. Ma anch’io rimango stupito dal suo stupore.”

“Bossi ha incentrato la sua Lega sull’antimeridionalismo e ora si vorrebbe mandare in onda una puntata di ‘Scherzi a Parte’. Abbiamo scherzato, votatetici.”

“E qui ci vorrebbe ancora Voltaire con il suo Candido.”

“Lo stato fa di tutto per proteggere il bene più prezioso: la democrazia, ma la memoria pesa come un macigno. Bossi ha cavalcato l’allergia ai meridionali degli abitanti del Nord. Ne è diventato l’alfiere, poi oggi si vuole cancellare tutto con due slogan rinnovati.”

“Si è parlato di Lega 2.0.”

“Non credo che sia questioni di sigle. Non si possono fare contorsioni….tripli salti multipli. Da qui la mia meraviglia per il suo stupore.”

“Le dirò di più. Salvini ad ogni comizio al Sud ha un effetto opposto. Perde qualche simpatia che aveva conquistato da queste parti. E qui ci vorrebbe una buona lettura di Russell.”

“Ma che senso ha? Perché continua? Perché continua a dilapidare consenso?”

“Una logica ci sarà. E qui ci vuole David Hume”

“La capiremo questa ragione?”

“Non so. Sembra si sia cascati in un vortice masochista. Non so.”

“Ricordo l’indignazione di Pino Daniele, incisa anche in una canzone.”

“Bravo, tu ricordi. Tutti ricordano.”

“Ma un aspetto positivo per il Sud, riconosciamolo a Salvini. Ha fatto scendere la Lega giù dalla giostra dell’antimeridionalismo.”

“E’ vero. Ma è rimasto anti. E qui c’è una punta di Rousseau. Ma una sfacccettatura.”

“Mha! Accontentiamoci. Noi  al Sud ci accontentiamo sempre di poco.”

“Ma la vecchia Lega non diceva il contrario?”


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