Questo sito contribuisce alla audience di

L’odissea di Pietro, malato grave e con l’incubo sfratto

Shares

All’inizio della prossima settimana dovrà subire un delicato intervento chirurgico per rimuovere la tiroide che gli ha causato una terribile deformazione, ma fuori dall’ospedale potrebbe non avere più un tetto sotto cui dormire.

È la triste storia di Pietro, elettricista bitontino che, dopo essere riuscito a programmare l’operazione che potrebbe restituirgli la normalità, rischia di rimanere per strada assieme alla moglie e alle due figlie per uno sfratto esecutivo in scadenza il 21 luglio.

Impossibile per lui pagare l’affitto: la deformazione causata al collo dal morbo di Basendow gli impedisce di essere assunto dalle imprese che non vogliono assumersi questa responsabilità. Come se non bastasse i medici gli hanno diagnosticato anche un’ernia jatale e la sindrome di Brugarda, una malattia che interferisce con la corretta funzione cardiaca.

Pietro però non vuole l’elemosina: chiede un lavoro e una casa che gli consentano di riprendersi dopo l’intervento e rimettersi in carreggiata dal punto di vista economico. Ma al Comune, racconta, avrebbe trovato solo porte chiuse.

Diversa la versione fornita da Palazzo Gentile. “Quando è venuto da noi – racconta l’assessore ai Servizi Sociali Franco Scauro si è sempre posto in maniera prepotente e aggressiva, pretendendo casa e lavoro. Diritti sacrosanti, per carità, ma che nessun Comune può garantire. Gli è stato spiegato diverse volte che i Servizi Sociali hanno a disposizione solo un fondo che copre le spese sanitarie non coperte dalla Asl e il contributo affitti. Che lui ha già ricevuto”.

Stando a quanto riferito da Scauro infatti “alla famiglia di Pietro è stato assegnato a marzo un contributo da 850 euro per l’affitto e precedentemente un assegno da 330 euro in voucher farmacologici. Così come accaduto lo scorso anno. E a fine luglio riceverà un altro contributo per l’affitto da 670 euro. Quindi è tutt’altro che invisibile, ma materialmente non abbiamo altri strumenti per aiutarlo”.

Mauro Denigris

Nato 40 anni fa in Svizzera, laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista dal 2003, già corrispondente della Gazzetta del Mezzogiorno. Ho vinto il premio Saint Vincent nel 2004, sono stato finalista al premio Ilaria Alpi nel 2009 e ho ricevuto una menzione speciale al premio Giornalisti del Mediterraneo nel 2009. Direttore di As da luglio 2012 a luglio 2013.

Comments (9)

  • Avatar

    Max Baresi

    15 Luglio 2014 - 10:45

    Unica soluzione , comprarsi un l gommone gettare i documenti e andare nel canale di sicilia aspettando la marina che ti porti in salvo , cosi avrai tutti i diritti un sussidio vitto alloggio scheda telefonica e sigarette gratis.

    Rispondi
    • Avatar

      sierragulf

      15 Luglio 2014 - 13:47

      tristemente vero Max…..tristemente vero….!

      Rispondi
    • Avatar

      anastasio

      16 Luglio 2014 - 00:49

      Ma se basta “fare il migrante” per essere coccolato ed accudito dallo stato italiano perchè non ti ci metti su un barcone, caro Max Baresi?

      Rispondi
  • Avatar

    rg

    15 Luglio 2014 - 11:37

    la verità è che viviamo in un mondo di m….

    Rispondi
  • Avatar

    gerry0803

    15 Luglio 2014 - 19:14

    ma si, cosa ci importa… Pietro è un italiano, quindi sacrificabile.
    e poi…. mica sono io al suo posto?
    (italia=nazione di merxxda con un popolo di merxxda)
    continuiamo a dividerci in dx o sn, e spendere soldi per sapere con chi scoxxxpa berlusconi.
    siamo SOLO dei vigliacchi.

    Rispondi
  • Avatar

    Sergio

    15 Luglio 2014 - 19:51

    ma il Comune di Bitonto non potrebbe aprire un conto corrente su cui chi vuol può versare dei soldi per aiutare Pietro ? Anche se mettessimo 1 euro a testa , se questa notizia facesse il giro nei social net per poterla diffondere a livello nazionale,
    si potrebbero raccogliere 1000

    Rispondi
  • Avatar

    max

    15 Luglio 2014 - 22:58

    menomale che ho lasciato questa spazzatura di paese 4 anni fa, menomale!!!!!!

    Rispondi
  • Avatar

    moscara paolo

    15 Luglio 2014 - 23:26

    Purtroppo Max ha ragione… oppure, forse ancora meglio, potrebbe andare a fare il mafioso da qualche parte, ammazzare magari qualche decina di persone, poi pentirsi, ed avere diritto a bonus che chi sputa sangue lavorando per quaranta anni o piu neanche sogna….

    Rispondi
  • Avatar

    anastasio

    16 Luglio 2014 - 09:28

    GRAZIE ALLA REDAZIONE PER AVER CENSURATO IL MIO COMMENTO IN RISPOSTA A MAX BARESI! AVETE DATO PROVA DI VERA DEMOCRAZIA E SPIRITO LIBERALE…..POI LAMENTATEVI DI COME VANNO LE COSE……

    Rispondi

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top