In queste settimane stiamo vedendo una delle fiction più amate per il grande pubblico di Rai1. “Questo nostro amore” alla sua terza stagione continua a vincere gli ascolti. Il pubblico ha ritrovato i personaggi dei primi mesi del 1971 per poi entrare insieme a loro negli anni ’80. I più giovani sono cresciuti, i ragazzi e le ragazze sono diventati donne e uomini e c’è chi, come nonna Alberta, interpretata da una straordinaria Marzia Ubaldi che gentilmente ci ha concesso quest’intervista,  ha iniziato a invecchiare. In questa nuova stagione della fiction, ambientata a Torino, cambieranno anche le case e i luoghi dove i personaggi conducono le loro vite.

La stiamo vedendo in queste settimane nella terza stagione di “Questo nostro amore”. Cosa l’ha spinta a dire di sì a questo progetto?

Mi è piaciuto molto girare la prima stagione e mi sono divertita fortemente anche a far parte della seconda. Accettare la terza è stata una naturale conseguenza, senza dimenticare che con tutti i compagni di set mi sono trovata benissimo. In questa ultima stagione, molti sono cambiati, soprattutto i bambini perché sono cresciuti, anche con loro c’è stato subito un gran feeling.

La vediamo ancora una volta vestire i panni di una nonna, questa volta nella famiglia Costa – Ferraris. Che tipo di nonna e di donna è quella che interpreta in questa fiction?

Come avrete potuto notare già nella prima serie, nonna Alberta è un gran bel tipetto; ama il gioco, non disdegna qualche “cicchetto”, non ci pensa due volte a fare “la cresta” sui pochi soldi che il genero le lascia per fare la spesa per avere a disposizione qualche soldino per giocare a carte con le sue amiche-vittime. E’ una nonnina assai vivace che ama moltissimo la figlia e tutti i nipoti.

Questa volta a fare da cornice alla storia sono gli anni ’80. Che periodo era quello?

Raramente io mi guardo indietro. E’ stato un periodo fertile e di grande crescita, anche soprattutto per il lavoro.

Cos’è cambiato da allora ad oggi?

A parte gli ovvi cambiamenti dovuti all’età, molti cambiamenti “psicologici” sono certamente avvenuti, molti entusiasmi si sono attenuati, molte speranze sono state deluse, molti “credo” sono stati ribaltati, ma tutto questo non mi ha certo cambiato il carattere che è rimasto, nonostante tutto, tendente alla positività. Per “il mondo” ci sono stati davvero molti cambiamenti, nel bene e nel male, e la mia impressione è che i cambiamenti “nel male” siano stati purtroppo la maggioranza.

Il ruolo della donna in quegli anni era diverso rispetto a quello degli anni che stiamo vivendo? Cosa c’è in comune?

Vedo uno tzunami di follia che avanza inesorabile: donne uccise come fossero inutili, giovani bulli che minacciano i loro insegnanti, gli stessi bulli che costringono ragazzini e ragazzine al suicidio, bande di bambini che rubano, aggrediscono, uccidono. E’ un’orribile violenta anarchia che sta invadendo il mondo e le menti degli esseri umani, segno di un malessere insostenibile che può portare solo al caos totale. Il mondo della donna, anche se in molti settori e per molti versi è cambiato, forse migliorato, ha conservato un orrendo retaggio di asservimento, un deleterio senso di possesso che ci portiamo appresso da tempi assai remoti.

Una delle tematiche affrontate in questa terza stagione è ancora una volta la famiglia. Che cos’è e cosa rappresenta per lei?

Non sono molto ferrata in materia; non ho avuto, sin da piccola, una “famiglia” tradizionale. Per me, ora la mia famiglia è composta da mia figlia Emanuela e dalle mie nipoti Carlotta e Camilla e so per certo che non ne vorrei una diversa: le amo e questo mi basta.

Cosa spera arrivi al pubblico di “Questo nostro amore 80”?

Vorrei che arrivasse l’impegno, il lavoro, l’amore con il quale abbiamo, dal primo all’ultimo componente del gruppo, cercato di dare il meglio, ciascuno nel proprio ruolo.

I suoi prossimi progetti?

Ora sto girando la seconda stagione de “L’allieva” e poi ho girato l’ultimo film di Valeria Golino “Euphoria” che mi è piaciuto moltissimo.