Roma e il suo territorio hanno sempre regalato talenti molto interessanti provenienti dalla scena indipendente italiana.

Oltre al “non demoscopico” Mirko Mancini alias Mirkoeilcane e un cantautore che sicuramente ci sorprenderà dopo l’estate il cui nome è Cesare Blanc (consiglio di segnarvelo), ci sono tre realtà molto interessanti di cui sottolineerò alcuni elementi molto utili per farvi apprezzare al meglio il loro grande potenziale.

Il primo è Andrea Bronzo, un cantautore e autore che, con grande versatilità, riesce a scrivere canzoni per qualsiasi genere e che durante la manifestazione “Eterna, il compleanno di Roma” ha calcato il palco, presentando una delle sue canzoni più interessanti, intitolata “L’estate a Roma”.
Andrea ha avuto la grande fortuna di salire sul palco durante quella manifestazione in cui sono intervenuti artisti della musica e dello spettacolo come Piotta, Antonio Giuliani, Max Paiella, Briga, Chiara Galiazzo, Giulia Anania, Elodie, Andrea Rivera e tanti altri.

Video: Andrea Bronzo – L’ estate di Roma

Il secondo è un cantautore molto interessante che dopo il debutto con “Fantautore”, ha pubblicato un bell’album intitolato “Ciechi fantasiosi”. Il suo nome è Valerio Giannoni e nel suo ultimo album si può intravedere la scuola cantautorale romana che si affaccia a tratti, stimolando la riflessione in un ascolto ironico e leggero.


Video: Valerio Giannoni – Giro di vita

La terza realtà mi fa subito pensare che se fossero nati negli States avrebbero avuto difficoltà a fare il loro “normale” lavoro per poi suonare come nulla fosse, perché avrebbero avuto molte richieste.
Loro corrispondono al nome di The Road Connection e il loro stile e sound è davvero impressionante, come impressionante è ascoltarli nei due album pubblicati intitolati “Movin'”(2014) e l’ultimo “Zero”(2018).

I due lavori pubblicati da Lorenzo Cortoni (voce, chitarra), Emiliano Caivano (chitarra), Francesco Rametta (basso e voce), Lucky Gargiulo (hammond) e Mirko Teodori (batteria) sono album con la “A” maiuscola, come si facevano una volta con “Movin’” che raccoglie ben 14 canzoni e “Zero” ben 9. Il sound è pieno e sicuramente chi è sempre alla ricerca di buona musica e non vuole sottostare a quelli che dicono che “La musica è morta” potrà goderne del suono che va dal rock, tipicamente inglese, al blues, dal sapore americano, e chiedersi “Perché hanno avuto la sfortuna di nascere in Italia?”.
Fossero nati negli States, dove le web-radio e le radio riescono a essere molto seguite, in cui quelle  monotematiche la fanno da padrone, sicuramente i The Road Connection avrebbero avuto non pochi ascoltatori.

Video: The Road Connection – Driftin’

Con queste tre realtà completamente diverse tra loro, vi ho voluto segnalare una risposta che potete dare a chi si lamenta che la musica, in Italia, è morta.
Potete rispondergli tranquillamente che forse ad agonizzare sono i media tradizionali, radio e tv, che non sanno più osare e che non puntano sulla qualità che la musica italiana e i musicisti italiani sanno proporre, condannando al “sottobosco” della musica indipendente, il vero “Indie” italiano.