Nelle favelas ci andranno i turisti

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Le favelas di Rio de Janeiro, teatro nel recente passato di violenze, spaccio di droga e regolamenti di conti tra gang rivali, stanno lentamente cambiando volto e fanno ormai parte del circuito turistico della ‘Citta’ Meravigliosà.

Le baraccopoli sulle colline di Rio già entrate nel processo di ‘pacificazione’, con il quale il governo sta cercando di imporre le regole dello Stato anche nelle enclave più violente della città, attirano turisti, ospitano set cinematografici e sono ormai nel mirino degli immobiliaristi, che vorrebbero trasformale in nuovi quartieri residenziali. L’ultima novità è una guida gastronomica destinata a chi vuole evadere dai circuiti tradizionali e addentrarsi in quelle che fino a poco tempo fa erano vere e proprie zone di guerra sotto il controllo di gang sanguinarie di narcotrafficanti. La guida seleziona i migliori ristoranti delle comunità pacificate di Rocinha, Santa Marta, Alemao, Vidigal e Tabajaras dove gustare pesce, crostacei ma anche un semplice hamburger “godendo di una vista incantevole e dei larghi sorrisi della gente”.

In altre favelas come Tavares Bastos e Cantagalo stanno aprendo ristorantini e locali di musica, non i popolari samba e pagode trasmessi giorno e notte dalle radio della comunità, ma il raffinato jazz per richiamare i turisti e gli abitanti dei quartieri ricchi della zona sud. Finora sono state pacificate una trentina di favelas a Rio e l’obiettivo è di arrivare a 40 entro il prossimo anno.

Le Unità di pacificazione permanente (UPP) e gli agenti del Bope, i corpi speciali della polizia, vigilano nelle baraccopoli sottratte al controllo dei narcotrafficanti ma il rischio rimane comunque alto. “Meno comunque che sulla spiaggia di Copacabana o nelle zone turistiche”, assicura Giovanni, un italiano trasferitosi a Rio da qualche anno. Le tre bande che controllano la capitale carioca, il Comando Vermelho, il Terceiro comando e gli Amigos dos Amigos, sono ancora molto attive e prosperano con il traffico di crack e di altre droghe sintetiche. Il governo ha aumentato di settemila unità il numero degli agenti in servizio, portandolo a 44 mila, e conta di arrivare a 60 mila effettivi prima dei grandi appuntamenti sportivi: la Coppa del mondo del 2014 e le Olimpiadi del 2016.

I dati di partenza non sono certamente incoraggianti: ogni anno a Rio una cinquantina di agenti muoiono in conflitti a fuoco. Va anche peggio a San Paolo, cuore finanziario del Brasile, dove nel 2012 sono stati assassinati 110 poliziotti e si sono registrati in media oltre 300 assalti a mano armata a scopo di rapina al giorno, molti dei quali finiti nel sangue. Le città brasiliane sono tra i luoghi più violenti al mondo ma il governo della presidente Dilma Rousseff sta cercando di contrastare la criminalità aprendo scuole e portando servizi pubblici come elettricità e raccolta della spazzatura anche nelle favelas per cercare di riportarle alla legalità e integrarle con il resto della città. In questo senso, anche una guida gastronomica potrebbe dare il suo contributo.

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