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“Niente minigonna sulla metro per evitare molestie”. Sul web i consigli della polizia cinese
06 Giu 2013 10:39

Niente minigonne sui mezzi pubblici di Pechino per evitare molestie sessuali. È questa la ricetta decisa dalla polizia della capitale cinese che l’ha pubblicata sul proprio sito. Secondo i custodi dell’ordine (e dei costumi) di Pechino, per evitare di essere infastidite o peggio, le ragazze e le donne della capitale non avrebbero che da evitare di mettersi minigonne e abiti classificati come succinti, scollati o trasparenti.

Non solo: nella guida pubblicata sul proprio blog dal dipartimento per il traffico della commissione di pubblica sicurezza di Pechino, le donne sono invitate a non sedersi ai piani superiori degli autobus (quelli a due piani) o a fermarsi in piedi sulle scale degli autobus se indossano la gonna, per evitare fotografie inappropriate da parte di coloro che siedono al livello inferiore.

Consigli di sapore filisteo che a qualcuno rischiano di apparire come un rigurgito di puritanesimo vetero- maoista. La guida invita peraltro le donne che dovessero subire molestie a recarsi immediatamente dalla polizia a denunciare l’accaduto.

Nella capitale cinese, così come in altre città neo- consumiste del paese del Dragone, si possono vedere tutto l’anno ragazze in minigonne vertiginose o con short che lasciano poco spazio
all’immaginazione.

Una tendenza ‘modaiola’ che spesso si accompagna ormai all’abitudine a mostrare l’attaccatura dei collant: indipendentemente dalla stagione o dall’età di chi li indossa. Ma al di là di questo, le lamentele delle ragazze per le molestie sessuali dilagano, nonostante le telecamere di controllo sui mezzi pubblici, soprattutto in metropolitana. Nessuno sembra tuttavia in grado di farci nulla, complice anche l’affollamento che si vive nelle città cinesi.

Senza contare, poi, che oggi non c’è giovane cinese, uomo o donna, che non stia tutto il tempo a guardare il monitor del cellulare, smartphone o tablet, non rendendosi conto magari di stare in pose poco convenienti e se qualcuno lo stia fotografando.

Già l’anno scorso a Shanghai, dove il clima è più temperato rispetto a Pechino, la linea due della metropolitana aveva emesso una simile ‘raccomandazione’ che in sostanza sembrava scaricare sulle vittime la responsabilità delle molestie nel nome del più trito dei luoghi comuni: ‘Se vi vestite cosi’ non lamentatevi se vi molestanò. La cosa – giusto l’anno scorso, era il 24 giugno – scatenò l’ira di diversi gruppi di ragazze, che si fecero fotografare con un velo nero che le copriva la faccia e con cartelli sui quali c’era scritto: ‘Posso decidere di mettermi in mostra, ma non mi puoi infastidire’. Poche invece per ora le reazioni all’intimazione alla ‘modestia’ delle autorità pechinesi.

Fra le non molte quella di Jiang Yue, docente all’Università di Xiamen ed esperta di diritti delle donne, secondo la quale occorrerebbe piuttosto una legge per prevenire le molestie sessuali. La normativa attuale, decisamente clemente per gli standard cinesi, permette infatti alla polizia solo di ‘ammonire’, multare o detenere al massimo 15 giorni anche i molestatori recidivi.

Foto: blogosfere.it


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