Già nei giorni scorsi la notizia della mancata costituzione di parte civile del Comune di Rosarno nel processo a carico del boss Rocco Pesce aveva destato in me alcune perplessità sull’uso dell’antimafia che, a volte, serve solo da “veste firmata” per la sfilata su podi sotto i quali si celano collusioni e corruzioni.

La notizia di pochi giorni fa scaturita dall’operazioneINSULA” che ha coinvolto, insieme agli uomini della cosca Arena, l’ex sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto e il di lei marito, mi ha davvero creato tanta amarezza giacché, ferma restando ogni forma di dovuto garantismo, vedo crollare ed offendere, giorno dopo giorno, la memoria delle numerose vittime di mafia.

Da tempo molti Magistrati denunziano il voto di scambio presente nelle varie tornate elettorali, numerose sono le inchieste e le operazioni giudiziarie che coinvolgono in Calabria politici con i boss della ‘ndrangheta, diversi sono i collaboratori di giustizia che svelano queste collusioni, pur tuttavia buona parte del mondo politico calabrese continua a fare antimafia di mera facciata, senza mostrare di prendere la medicina ottimale per abbattere il vero cancro che pervade questa Regione.

A cosa servono le targhe antindrangheta poste sugli ingressi delle varie sedi comunali se all’interno si lasciano operare indisturbati funzionari e amministratori parenti o collusi con noti boss? A cosa serve l’attività di prevenzione del sequestro e dei patrimoni illeciti se, per anni, gli stessi, grazie alle protezioni politiche, continuano a rimanere nelle mani degli illeciti proprietari? Che tipo di antimafia è quella che viene ostentata nelle pubbliche manifestazioni da quegli stessi politici e funzionari che poi all’interno delle pubbliche amministrazioni consentono, con provvedimenti apparentemente legittimi, che venga agevolato il tornaconto dei criminali? A cosa servono i messaggi di congratulazioni inviati dopo operazioni giudiziarie che coinvolgono pezzi della ‘ndrangheta? A cosa serve, soprattutto nelle piccole Comunità, fingere di ignorare chi sono i reali ‘ndranghetisti ed i relativi parenti?

Purtroppo senza una vera presa di coscienza da parte del mondo politico e senza una reale dimostrazione di assunzione di responsabilità, la gente onesta non verrà incoraggiata ad andare ad amministrare le collettività ed i posti saranno sempre occupati da coloro che in Calabria, ma non solo, foraggiano l’incremento del crimine organizzato e della corruzione!