Occorre cambiare la scuola per insegnare ai giovani a saper fare

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I ragazzi italiani risultano tra gli ultimi in Europa in lettura, scrittura e matematica. I dati ufficializzati in questi giorni sono impietosi.

In Abruzzo, anche per combattere questo dato, da alcuni anni mettiamo a disposizione fondi con il progetto “scuole e nuovi apprendimenti” giunto alla terza edizione, per un totale complessivo di 7 milioni di euro, chiamando le Istituzioni scolastiche a competere sulla base di progetti di ampliamento del l’offerta formativa.

È evidente che un profondo rinnovamento del sistema scolastico sia una delle sfide che l’Italia (e il centro sud in particolare) deve affrontare con urgenza per trasmettere ai giovani di oggi e di domani il sapere ed il saper fare necessari per affrontare la vita, trovare opportunità di lavoro, ed elevare il capitale umano del Paese.

Emilio Lanese

Collaboro con Primapress Agenzia di Stampa Nazionale, occupandomi principalmente del settore cultura. Per la stessa sono stato corresponsabile fanpage. Collaboro con Gosalute, per il quale svolgo le medesime mansioni. Ho lavorato per Lookout-tv.eu, Gotecno e mi sono occupato di Gomolise. Attualmente lavoro con la redazione di Restoalsud per la quale realizzo articoli e ne gestisco l’editing; mi occupo del settore salute e benessere di Gosalute per Tiscali e gestisco la piattaforma Thelemapress per l’inserimento di contenuti su Tiscali per Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

One comment

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    Sonia

    26 Ottobre 2013 - 18:58

    Io sono una mamma di 3 bambini , caro assessore. La situazione didattica qui in provincia di L’Aquila è spaventosa: abbiamo pluriclassi, con logiche conseguenze sulla QUALITA’ dell’insegnamento; purtroppo devo dire che dubito anche della professionalità delle insegnanti, con libri di testo RIDICOLI e metodiche prive di significato (penne cancellabili, uso smodato di fotocopie, e altro). A inizio anno chiedono un “contribuo facoltativo” di 17.50€ per beni di consumo: quest’anno ci siamo rifiutati di pagare, visto che non c’è un rendiconto su incassi e uscite…
    Ho paura che il suo progetto non serva assolutamente a niente: la prego di voler verificare meglio quali siano gli strumenti che effettivamente servono a migliorare la situazione… compresa la scelta estrema di procedere non tanto alla chiusura dei plessi con pochi bambini, quanto al controllo della qualità dell’insegnamento (valutazione sia degli alunni che degli insegnanti).
    Scusi lo sfogo!

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