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Potenziata l’agevolazione “Resto al sud”: incentivi fiscali per nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno

L’agevolazione “Resto al Sud” del Decreto Rilancio in risposta all’emergenza Coronavirus, è stata allargata dal Dl 34/2020 con ulteriori contributi a fondo perduto. L’agevolazione si rivolge a imprese, professionisti e lavoratori autonomi per favorire la nascita di nuove imprese al Sud.

Chi può beneficiare di questa agevolazione?

Per accedere all’agevolazione, i requisiti sono quelli di essere promotori di un’iniziativa imprenditoriale, di avere un’età compresa tra i 18 e i 45 anni, e di non essere titolari di attività di impresa in esercizio, o beneficiari nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

Quali regioni possono usufruire di questa agevolazione?

Per presentare la domanda bisogna essere residenti in: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. I beneficiari devono mantenere la residenza al Sud per tutta la durata del finanziamento e le imprese averne la sede legale o operativa. E’ possibile trasferire la propria residenza in una di queste Regioni entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria, oppure entro 120 giorni se precedentemente residenti all’estero.

Quali attività sono incluse e quali escluse dall’agevolazione?

I finanziamenti possono riguardare attività di produzione nell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura, attività relative alla fornitura di servizi. Escluse, invece, sono le attività del commercio ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.

Quali spese possono essere finanziate dall’agevolazione?

Le spese che possono essere finanziate dall’agevolazione riguardano la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili oppure l‘acquisto di macchinari e attrezzature, servizi informatici o spese di gestione.

A quanto ammontano le spese possibili?

Ogni richiedente può ricevere un importo fino a 50mila euro, mentre se l’istanza viene presentata da più soggetti costituiti, o che intendano costituirsi in forma societaria, l’importo massimo che può essere erogato è pari a 50 mila euro per socio, fino ad un massimo di 200 mila euro. Per il 35%, si tratta di contributi a fondo perduto, mentre per il 65% è un prestito a tasso zero, rimborsabile complessivamente in 8 anni, con 2 di preammortamento.

Cosa prevede il “potenziamento” del Dl Rilancio?

Il Dl Rilancio ha potenziato la misura, attraverso la concessione di ulteriori contributi a fondo perduto. In particolare, vengono erogati 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale e 10.000 euro per ciascun socio (fino ad un massimo di 40.000 euro) dell’impresa beneficiaria.

Come presentare la domanda?

L’ istanza di accesso, si presenta attraverso la piattaforma online del soggetto gestore cioè Invitalia. Si dovrà trasmettere una dichiarazione sostitutiva, in cui si dichiara che non sussistono provvedimenti giudiziari interdittivi, cause di divieto, di sospensione o di decadenza. Il richiedente dovrà dichiarare che gode del pieno e libero esercizio dei propri diritti, non si trova in stato di liquidazione volontaria, e non è sottoposto a procedure concorsuali, e che permangono le condizioni ed i requisiti previsti per l’accesso a “Resto al Sud”. Si dovrà anche dichiarare di non aver beneficiato di ulteriori agevolazioni di qualsiasi importo o natura previste da altre norme statali, regionali o comunitarie, o concesse da enti o istituzioni pubbliche.


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