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Quando diciamo Giancarlo Siani diciamo “verità”
24 Set 2014 08:51

”Benedire significa ‘dire bene’. Noi oggi vogliamo dire bene di Giancarlo Siani, di Torre Annunziata, che dopo 29 anni non è sospesa tra la paura o, peggio ancora l’ammirazione per quei ‘bastardi’, ma è bensì sospesa tra la memoria e il desiderio del cambiamento. Ciò significa che ci sono alcuni vivi che puzzano di morte e ci sono dei morti, come Giancarlo, che profumano di vita”.

Sono le parole di don Tonino Palmese che ha inaugurato la nuova tendostruttura dell’Isis Pitagora-Croce a Torre Annunziata (Napoli), città dove lavorò Siani, invitato dal dirigente scolastico Benito Capossela proprio nel giorno delle celebrazioni del sacrificio del cronista de Il Mattino.

“Qualsiasi sacerdote avrebbe potuto benedire questa struttura – ha dichiarato don Tonino Palmese giustifico la mia presenza con una cosa che mi pesa molto per la verità, ma che mi fa anche tanto piacere: il fatto che Paolo Siani, fratello di Giancarlo, trovi sempre occasione per dire ‘meno male che Giancarlo mi ha mandato un fratello come te”’.

“Quando diciamo “Giancarlo”, diciamo, fondamentalmente, “verità”. Dicendolo in un luogo più sacro della chiesa, la scuola, esprimo una grande speranza. Cosa vale la pena imparare e cosa vale la pena insegnare?

Ha detto un grande pensatore: “Vale la pena insegnare e vale la pena imparare tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce. Oggi siamo qui perché ci stiamo ancora una volta liberando dalle mafie e ci stiamo unendo per il bene e il bene comune”, le parole di don Tonino.


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