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Resto al Sud, si innalza l’età massima per accedere ai fondi

Le iniziative finanziate sono 6.831. Con 219 milioni di agevolazioni concesse e 25.807 posti di lavoro creati. Sono i numeri aggiornati al 30 novembre di Resto al Sud.

Le novità di Resto al Sud

Tra le novità in arrivo, c’è quella di estendere la platea per accedere a “Resto al Sud”, innalzando l’età massima dai 45 ai 55 anni e includendo così negli incentivi una fascia di lavoratori che tende ad essere esclusa dal mercato del lavoro. “Dopo aver aumentato il contributo a fondo perduto al 50 per cento – sottolinea il deputato M5S della commissione Bilancio. Michele Sodano (primo firmatario del provvedimento) – , questo emendamento alla Legge di Bilancio aiuterà molti cittadini del sud Italia a rimanere nelle proprie città, creando nuove aziende e nuovi posti di lavoro, consapevoli che trovare qualcuno che ti assuma a 50 anni non è semplice per nessuno”.

Cos’è Resto al Sud

Resto al Sud sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

Finanzia attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; turismo; attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria).  Sono escluse le attività agricole e il commercio

L’incentivo

Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci. Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è stato elevato a 60.000 euro. A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto.


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