Retata alla Regione Siciliana, 17 arresti

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Palazzo dei Normanni

Da sempre il settore della Formazione in Sicilia è stata visto come una “pentola d’oro“, a cui politici e burocrati hanno attinto più per rimpinguare le proprie tasche che rinvigorire le abilità dei giovani. Ed oggi questa pentola è stata scoperchiata dalle Fiamme Gialle.

Diciassette, infatti, gli arresti messi in atto dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Vari i reati contestati: associazione a delinquere, corruzione, truffa e false fatturazione. Quarantatré, inoltre, gli indagati e sequestri a raffica di società e di altri beni.

L’operazione – che di certo avrà fatto “cadere” dal letto anzitempo il governatore Rosario Crocetta e l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra – ruota attorno alla figura del manager della comunicazione Faustino Giacchetto, arrestato insieme alla moglie Concetta Argento, abile soprattutto nel cogliere le risorse offerte dall’Unione Europea per il campo di sua pertinenza.

Le indagini, svolte dalla Procura della Repubblica di Palermo, coordinate dai magistrati Leonardo Agueci, Maurizio Agnello, Sergio Demontis, Gaetano Paci e Alessandro Picchi, hanno appurato che l’imprenditore di Canicattì avrebbe elargito a destra e a manca larga parte dei fondi europei per avere in cambio la leadership sui bandi della comunicazione “a firma” della Regione Siciliana.

In sintesi, le Fiamme Gialle hanno scoperto un comitato d’affari che per anni, anche attraverso la corruzione di politici e dirigenti pubblici e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, ha pilotato gli appalti dei grandi eventi nell’Isola.

L’operazione della Guardia di Finanza riguarda anche alcuni politici siciliani.

Innanzitutto, sono finiti sotto inchiesta per corruzione gli ex assessori regionali al lavoro Carmelo Incardona e Santi Formica, nonché l’ex consigliere comunale di Palermo Gerlando Inzerillo.

Dovranno, invece, rispondere di finanziamento illecito ai partiti il deputato regionale Nino Leanza; gli ex onorevoli Gaspare Vitrano (oggi sotto processo per concussione), Salvino Caputo (da poco fuori dall’Ars per via di una condanna definitiva per tentato abuso d’ufficio e candidato al Senato per Fratelli d’Italia nelle politiche di fine febbraio);  l’ex presidente dell’Ars e attuale deputato regionale Francesco Cascio.

Indagato per corruzione anche il senatore del Pdl Francesco Scoma, in quanto avrebbe ricevuto da Giacchetto, viaggi, biglietti dello stadio e altre regalie per la somma di 26 mila euro.

La Guardia di Finanza, inoltre, ha anche sequestrato il capitale sociale e i beni di cinque società e denaro riconducibile agli indagati per un valore di 28 milioni di euro.

Ecco, quindi, i nomi degli arrestati dell’operazione “Mala Gestio”: gli ex assessori Gianmaria Sparma e Luigi Gentile; il manager Faustino Giacchetto, la dipendente del Ciapi Stefania Scaduto, il penalista Francesco Riggio, Pietro Messina, la moglie di Giacchetto Concetta Argento, ex dirigente generale Agenzia per l’Impiego Gaspare Lo Nigro, Domenico Di Carlo, Carmelo Bellissimo, Sandro Compagno, Massimo Sala, Luciano Muratore, Antonio Belcuore, Elio Carreca e Bruno De Vita.

One comment

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    fano

    20 Giugno 2013 - 09:09

    Non c’è niente da dire : Lo stato ed enti pubblici sono istituzioni nelle mani di gente che sfrutta in tutti i modi per interesse personale quello che (quasi gratuitamente con le tasse) gli viene offerto.
    L’unica soluzione è ripensare e ridimensionare il ruolo dello stato nella vita della nazione.

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