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Ripartire dalla natura, la terra delle masserie di Puglia

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Da qualche anno la Puglia è diventata una delle mete turistiche più ambite da parte di tanti viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Molti degli oltre cinquanta milioni di turisti stranieri che scelgono l’Italia, scelgono la Puglia. La scelgono per tante ragioni, in primo luogo per la bellezza del suo territorio, ma anche per ciò che di bello l’opera dell’uomo ha saputo fare per trasformare questo lembo del Bel Paese.

L’enogastronomia e l’architettura, le architetture, sono due di queste trasformazioni che hanno saputo creare un circolo virtuoso di cui, oggi, beneficiano in molti. Tredici milioni di turisti per la regione bagnata da due mari, con tedeschi e francesi a farla da padroni. Mare cristallino, cibo buono e alcune eccellenze in campo culturale, eventi e architetture appunto, gli ingredienti di questo successo. E anche, per dirla tutta, una efficace campagna di promozione turistica che ha favorito e favorisce questa crescita. Numeri importanti che possono crescere ancora se si continua a qualificare e a differenziare sempre più l’offerta. Ovvero se accanto a ciò che è già più conosciuto e celebrato si aggiungono, nel tempo, altre e nuove eccellenze che questa terra è in grado di offrire.

È il caso per esempio di un territorio un po’ a nord di Taranto che da Statte conduce a Crispiano su fino a Mottola. È la terra delle cento masserie. Una terra modellata dall’uomo che ha saputo rendere unico un paesaggio che è difficile descrivere solo con le parole. Vigneti, uliveti e masserie che disegnano un territorio che, oggi, è un patrimonio unico da tutelare e conservare. Ma non è solo la forma data a creare stupore e meraviglia. Ci sono tante attività economiche che sono nate dentro e attorno a questi insediamenti che fanno presagire un futuro altro e migliore rispetto al tempo vissuto fino ad oggi.

Il primo aspetto che colpisce è l’ordine geometrico che disegna la campagna. Una campagna caratterizzata da uliveti e vigneti che mani esperte, in qualche caso anche internazionali, hanno saputo creare rispettando innanzitutto la natura. In qualche caso gli alberi sono stati spostati e piantumati nuovamente a creare nuove e più coerenti porzioni di paesaggio. Assecondando l’orografia dei luoghi, ma costruendo nuove forme, offrendo nuove possibilità. Queste risistemazioni sono sempre funzionali ad un uso più congruo e contemporaneo della vera ricchezza di questo territorio: le masserie. Un territorio ricco di queste costruzioni che rappresentano oggi uno dei caratteri che più identificano e caratterizzano l’intera area. Di pietra, di tufo, con calce bianca. Veri e propri monumenti che oltre a segnare con la loro presenza il territorio lo qualificano, impreziosendolo. Poste, quasi sempre, su piccole alture, per controllare meglio i terreni di proprietà, rappresentano il “genius loci” di questa parte di Puglia. Costruzioni senza tempo che sono parte integrante dello stesso territorio per come sono state pensate, conservate e rinnovate. Rinnovate guardando al futuro e non con lo sguardo rivolto solo al passato.

Mai profanate, ma ridefinite e rideterminate per nuovi utilizzi e nuovi scopi. La forma resiste e attraversa il tempo, la funzione muta come nella migliore tradizione dei più grandi monumenti dell’architettura di ogni tempo.

Oggi queste masserie sono centri di futuro perché, pur al loro interno si realizzano attività vecchie come l’uomo, ristorazione, vino, olio e più in generale ospitalità, si fanno carico di essere motore e volano economico di tutto il territorio. Certo per far si che ciò accada c’è bisogno di costruire reti, di lavorare insieme. Di superare campanilismi e appartenenze. C’è bisogno di proporre, in un’unica offerta la pluralità di offerte che insieme sono in grado di garantire.

Ripartire dalla natura, dalla terra. Da ciò che caratterizza da sempre la presenza dell’uomo a queste latitudini, produzione di olio e vino per esempio. Proporre autenticità.

Ci si è già avviati su questa strada e la risposta c’è stata. Il viaggiatore e il turista apprezzano queste proposte. La crescita complessiva del turismo in Puglia, che proprio su questi elementi si è costruito, lo dimostra. Per continuare a crescere bisogna però insistere sulla strada tracciata. Alle manie di grandezza, che sempre rappresenta uno dei pericoli, bisogna contrapporre l’autenticità delle proposte. Non inventarsi improbabili mondi dorati dove tutto è bello e funziona alla perfezione. Ma aggiungere alle proposte che sono già sul mercato dell’offerta la meravigliosa capacità di essere se stessi. L’immobile bellezza di queste masserie baciate dal sole e tutto ciò che attorno ad esse l’uomo ha saputo costruire. La strada da percorrere è ancora lunga, ma è quella giusta.

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Oscar Buonamano

Oscar Buonamano è direttore editoriale della casa editrice Carsa Edizioni che pubblica guide turistiche e volumi d’arte. Sempre per la stessa società sviluppa progetti sul tema dello sviluppo locale. Nell’ambito dell’attività giornalistica scrive sul blog di narrazione sportiva “Quasi rete” di www.gazzetta.it, e cura due rubriche, “Culture metropolitane” e (Ri_letture), sul blog “Libri. Parole e dintorni” de “la Repubblica” Bari. Ha collaborato con il quotidiano “Il Centro”, “L’Attacco”, il mensile “Stilos” ed è stato redattore del web magazine letterario Books Brothers. Tra le sue pubblicazioni, Il Pescara di Zeman (Carsa Edizioni, 2012), Ad’A, Premio architettura d’Abruzzo (Carsa Edizioni, 2012), Pescara città giardino, le case della pineta, (Carsa Edizioni, 2004), La Battaglia di Ortona, (Carsa Edizioni, 2003). Gli studi di architettura, l’interesse per la letteratura e la voglia di capire il mondo sono le passioni con le quali convive sul suo blog, www.culturemetropolitante.it

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