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Sicilia Immagina, terzo atto: tra artigiani, pane e tesori
07 Gen 2020 18:17

Sicilia Immagina. 30 dicembre 2019. Atto terzo.

Direzione Lentini/Leontinoi.

Oltre il vulcano Etna, i fertili campi Leontini, quelli che Giorgio Franco, giovane e appassionato artigiano dell’immaginario, mi presenta come le “porte del sudest siciliano”. Una terra che affonda le proprie radici nel mito: pare che Eracle “il fenicio/punico”, ancor prima dei greci-calcidesi, fece dono a Demetra della sua Leonté e della pelle di un Leone, animale/simbolo che da allora divenne emblema del territorio Lentini/Carlentini (la Lentini di Carlo V).

Uno scrigno di tesori

I ragazzi di Badia Lost&Found mi aprono le porte di Palazzo Beneventano, uno scrigno di storie e di tesori, luogo di memorie e di suggestioni, riconsegnato alla Città dopo infiniti saccheggi e decenni di abbandono e incurie. Monumentale dimora di una delle casate più illustri dell’Isola, residenza nobiliare tra le più importanti di Lentini, lo storico Palazzo della famiglia Beneventano è stato inaugurato grazie alla lungimiranza e alla passione di Giorgio e della storica dell’arte C. Pulvirenti, i quali, assieme ai volontari di Italia Nostra, hanno trasformato dal 7 Maggio 2016 un luogo senz’anima in un grande polo culturale, vocato alle arti contemporanee.  Sono stati necessari anni di accurati interventi di restauro e due finanziamenti per riportarlo ai suoi antichi fasti.
I due piani dell’ottocentesco Palazzo Beneventano ospitano un “luogo del contemporaneo” · museo d’arte contemporanea: 8.200 mq di spazi espositivi, con installazioni site-specific, opere della collezione e installazioni temporanee.

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I percorsi espositivi

Il palazzo, che prende il nome dalla famiglia Beneventano della Corte (XIX sec.), è stato in buona parte restaurato e prevede l’ampliamento museale con l’allestimento di una sezione dedicata alla famiglia che vi abitò.

Oggi offre al suo pubblico, insieme ai percorsi espositivi temporanei e permanenti, un Centro Studi, laboratori didattici, un bookshop/caffetteria e molto altro.

Nella sala principale del Palazzo abbiamo discusso con cittadini ed associazioni della necessità di continuare a produrre un nuovo immaginario per un piccolo paese del Sud, che è in costante ricerca di una sua nuova identità.

“Niente è come sembra” avrebbe affermato Manlio Sgalambro, filosofo contemporaneo leontino come un altro nell’antichità: il sofista Gorgia, discepolo di Empedocle. Lentini ha un territorio ed una storia complessa, così la sua contemporaneità si apre in un polo culturale pensato e creato dal nulla, da un collettivo di giovani professionisti.

Tra neve e pane

La produzione del pane

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Dopo la presentazione, sfidando la neve inaspettata, siamo andati ad incontrare due anziani che continuano a produrre il pane con gesti e sapienza antica. Un forno alimentato solo con legna di mandarlo e arancio. Un profumo di una terra centro di culture millenarie.

Ci siamo promessi di rivederci presto, perché pare che qualcuno, la solita mediocrazia al potere, voglia mettere in discussione il valore della rigenerazione di Palazzo Beneventano.

Faremo da scudo, se necessario anche con i nostri corpi.

 

L’autore. Agostino Riitano


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