Tutti sul carro del vincitore Renzi

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Quindi ricapitolando. Dopo le Europee, in Forza Italia, si è aperto il dibattito sul futuro del partito: andare avanti con il condannato (definitivo) Berlusconi o con il condannato (in primo grado, per corruzione) Fitto?

Nell’attesa che qualche “toga rossa” pronunci una sentenza definitiva, fa sorridere anche il confronto, finalmente alla luce del sole e nonostante i toni non proprio eleganti politicamente, che si sta sviluppando, a tutti i livelli, all’interno di quella realtà magmatica e contraddittoria che è il M5S, sempre più movimento culturalmente di destra ed elettoralmente di sinistra.

Nel Partito Democratico – ormai prossimo a cambiare denominazione in Partito Renzi – si stanno svolgendo, invece, le “Correnziadi”, ossia le “Olimpiadi delle Correnti”: tutti o quasi sono pronti, con grande tranquillità, a rinnegare la propria identità e personalità pur di salire, come “ignavi trasformisti”, sul carro del vincitore, ma ormai non c’è più posto..

Che fine ha fatto la Politica?
Che fine hanno fatto i Valori?
Che fine hanno fatto le Visioni?
Che fine farà l’Italia?

Facciamoci tutti, corresponsabilmente, un esame di coscienza e con la giusta dose anche di autocritica, prima di puntare eventualmente il dito contro chi la vede diversamente da noi, neanche fossimo circondati soltanto da “mostri”, chiediamoci se vogliamo continuare a sostenere, con i nostri soldi e con il nostro voto, un Sistema, intimamente corrotto e culturalmente incapace di affrontare onestamente la complessità della contemporaneità, che sta ledendo la dignità e sta offendendo la bellezza di un grande Paese.

Questo Paese si salva, e si può salvare, ma dipende da noi. Da Noi.

Giuseppe Milano

Nato nel ’83 e cresciuto in un paese alle porte di Bari, tra una confezione di lego e due calci ad un pallone, tra i primi cartoni animati in televisione ad inizio pomeriggio e le intense letture del fumetto Topolino, sin da piccolo ho creduto nella potenza dei sogni e dei dubbi. Crescere come un idealista dalla fortissima spinta etica e nella diffusa percezione, ai tempi del liceo classico svolto in un istituto barese, che “la bontà fosse sinonimo di fragilità o stupidità” e non di disponibilità verso il prossimo, ha comportato qualche disagio relazionale poi brillantemente superato all’università: facoltà di ingegneria. Non proprio una passeggiata. E per esorcizzare, forse, da un lato tutte le iniziali ed oggettive difficoltà incontrate e dall’altro il timore di non riuscire, ho iniziato a fare, spontaneamente, una delle cose più belle del mondo: scrivere. In un piccolo blog. Sono trascorsi alcuni anni. Ho sempre un blog. Le parole per me sono diventate sempre più importanti. Strumenti di verità contro l’imperio della menzogna. Strumenti di pace contro l’egemonia culturale della competizionismo che annulla il prossimo. Strumenti di ricerca per esplorare, esaltando la pratica del dubbio, quel che ancora non conosciamo. La scrittura da un lato e la necessità di saldare idealismo e realismo dall’altro, in un pragmatismo sincero animato da moderno meridionalismo, pertanto, mi ha portato ad essere negli anni anche uno dei cosiddetti “cittadini attivi” negli ambiti della legalità e della sostenibilità ambientale. Con l’impegno civile che mi ha portato, per la prima volta, nel 2011, nella redazione di un giornale: un web quotidiano locale che voleva sfidare il mondo. La non felicissima esperienza professionale ha solo spinto questo romantico e appassionato ragazzo verso altre esperienze professionali ed umane, con la medesima tenacia e consapevolezza dei propri limiti. Convinto che il futuro sia alla nostra portata.

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