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Una lacrima solca il Vesuvio, Napoli piange

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Una lacrima solca il Vesuvio, s’incunea nei declivi, scende nel mare e si perde.

Napoli piange. Il suo condottiero è stato ferito e siede a capo chino ai bordi dell’arena.

Con lui sei milioni di cuori sparsi in tutto il mondo, addolorati e mesti.

Una sentenza sportiva ha spento le luci della città, ha reso triste la passeggiata sul molo, sul lungomare e sulle colline.

Manca qualcosa in questa giornata, manca la vela di una barca che viaggiava spedita nell’agone del calcio italiano. Il luogo dei mille vessilli, campanili e torri, metafora di un tempo antico che si rinnova.

La città che ride, la città della vita, la città dell’emozione, dell’allegria, del “sorriso a prescindere”, oggi è un pierrot sbiadito.

Ma la lacrima riesce ad emergere dal mare e a volare verso l’alto. Per diventare una goccia di colore azzurro che si mescola nel cielo.

Gonzalo, alza gli occhi, guarda quel colore e sorridi. Sarà il goal più bello che hai segnato per questa città.

Gianvito Pizzi

Gianvito Pizzi, filosofo, scrittore, storico, studioso di psicanalisi, ha dedicato l’intera vita agli studi. Collaboratore per decenni di riviste specializzate, si è occupato in particolare dei rapporti tra psicanalisi e filosofia, Medievalismo e Questione Meridionale. Nato a Napoli, ha vissuto sino a vent’anni in un paese dell’appennino sub-dauno: S. Bartolomeo in Galdo (Bn). Twitter: https://twitter.com/gianvito_pizzi

Comments (7)

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    vittorio

    6 Aprile 2016 - 12:42

    e’ questo soltanto il termine con il quale interpretare i fatti della vita, anche e soprattutto quelli più spiacevoli, come quello causato da Gonzalo che, così reagendo male, ha dimostrato di essere uomo fragile e debole, come tutti noi. Bravo Gianvito, se lo puoi, continua a consigliarci così, sperando che le debolezze umane, piccole e grandi, siano sempre di meno. Staremo tutti un pò meglio. Buon lavoro.

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  • Gianvito Pizzi

    Gianvito Pizzi

    6 Aprile 2016 - 13:34

    La ringrazio per il complimento. Mi segua sulla mia rubrica su Resto al Sud. Io cerco di far riflettere e di coltivare le virtù umane. Ma sono le tante persone come lei che mi incoraggiano a proseguire. Un saluto di cuore.

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    marafeo

    6 Aprile 2016 - 16:06

    Visto che lei è uno studioso di psicoanalisi non le sarà difficile riconoscere nel comportamento di Higuain i sintomi tipici di un disturbo della personalità:
    i soggetti con questo disturbo di personalità sono megalomani; hanno cioè un esagerato senso di superiorità. Le loro relazioni con gli altri sono caratterizzate dal bisogno di ammirazione e sono estremamente sensibili alle critiche, ai fallimenti o alle sconfitte. Quando si trovano di fronte a un fallimento nel soddisfare la loro alta opinione di sé, possono andare in collera o deprimersi profondamente. Poiché si ritengono superiori, spesso credono che gli altri li invidino, e si sentono in diritto di esigere che ci si occupi dei loro bisogni senza aspettare. Quindi possono giustificare lo sfruttamento degli altri, i cui bisogni o le cui convinzioni sono per loro meno importanti delle proprie. Queste caratteristiche spesso sono offensive per le persone con cui hanno a che fare, compresi i medici. Questo disturbo di personalità si manifesta in persone che fanno carriera, ma può anche osservarsi in persone con scarsi successi.

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  • Gianvito Pizzi

    Gianvito Pizzi

    6 Aprile 2016 - 23:19

    In ogni individuo, oltre al fattore psicologico, va considerato anche il “vissuto”. Perché nel vissuto si crea un relativismo del pensiero, dove ciò che alla pluralità può sembrare ovvio, nel soggetto può essere di valore altro. Nel caso di Higuain va considerato che ha giocato dall’età di 19 anni nel Real Madrid, la squadra più titolata al mondo, per sette anni. In più è il centravanti dell’Argentina. Per Higuain la Juventus, considetato il suo palmares internazionale limitato, è solo una buona squadra europea. Il campionato italiano: modesto e privo di visibilità per un campione. Accettare quindi la perdita dello scudetto è più difficile, rispetto ad un giocatore con un vissuto più attinente all’ordinarietà. Non scomoderi disturbi, quanto paragoni. Higuain considera probabilmente un secondo posto in Italia un fallimento. Ecco dove può nascere la crisi, scoccata per una circostanza di gioco che poteva anche non accadere, per il fattore di casualità delle azioni. Per farle un paragone: per Lorenzo, Rossi e Marquez, arrivare secondi a fine stagione è un fallimento. Per Pedrosa, Dovizioso e Iannone un buon risultato. E nelle gare dell’anno scorso, in Gp, tra i tre, abbiamo visto molte crisi.

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    lm1970

    7 Aprile 2016 - 11:57

    Bella poesia ma… Sono lacrime di coccodrillo.

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    Sebastiano Venuto

    7 Aprile 2016 - 12:21

    Invece di piangere, insegnategli a comportarsi da persona civile e non da selvaggio!

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