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Una storia da cantare: la seconda serata è dedicata a Lucio Dalla

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Sabato 23 novembre, la voce narrante di Enrico Ruggeri e la conduzione di Bianca Guaccero hanno dato vita alla seconda serata di “Una storia da cantare” dedicata questa volta a Lucio Dalla, dopo una prima serata da dimenticare dedicata a De Andrè.

Il programma

Tanti gli ospiti e pochissimi i personaggi della musica che hanno avuto realmente a che fare con il maestro di Bologna: tra loro c’erano Renzo Arbore,gli Stadio, Ron e niente di più.

Una serata che ha ricordato fin troppo il Karaoke di Fiorello andato in onda negli anni ‘90 sulle reti Mediaset.

Anche questa volta poche le performance convincenti tra cui ovviamente quella degli Stadio quella di Ron che, in una semplicemente meravigliosa versione acustica di “Cara” dalla casa del Commendator Domenico Sputo, ha emozionato.

Peccato, ad esempio, che gli Stadio abbiano eseguito “La sera dei miracoli” solo alle 23:50; successivamente , per la quota “nuova musica italiana”, è salito sul palco dell’Auditorium di Napoli Ghemon che ha eseguito una versione rivisitata di “Henna”.

La vita artistica

Ci sono stati grandi assenti in questa serata. Quelli che hanno vissuto Lucio Dalla che ha influenzato la loro vita artistica. Samuele Bersani, come detto, coautore di “Canzone” cantata da uno stonato Gabbani che è letteralmente passato senza lasciar traccia.
Il motivo dell’assenza di Samuele Bersani durante la serata è stato davvero sconvolgente visto che è stato il coautore di questa canzone che come lui raccontò, scrisse su un foglio in una viuzza di Piazza Maggiore (Via degli orefici).

Altrettanto sconvolgente è stato ignorare completamente quello che Lucio Dalla ha fatto per la musica italiana visto che ha lanciato oltre agli Stadio, Ron, Samuele Bersani e tanti altri, una signora della musica italiana che è completamente ignorata dai Network nazionali e che è protagonista di un tour mondiale che va avanti da più di un anno: Roberta Giallo.

Verso Sanremo 2020

A caratterizzare la seconda serata, ancora una volta, la mancanza di preparazione sulla storia del personaggio protagonista. E un gobbo elettronico nuovamente coinvolto nelle esecuzioni delle canzoni proposte durante questo sabato sera da dimenticare.

Da “Mamma Rai” ci si aspetterebbe di più quanto si parla di musica ed invece la percezione è quella che si utilizzi il patrimonio musicale di De André, Dalla e Battisti per far vetrina e far serata con il risultato di conoscere poco i protagonisti della musica di cui parla la voce narrate di Enrico Ruggeri realizzando serate poco interessanti e di una pesantezza impressionante: poco coinvolgimento emotivo. L’impressione è che queste tre serate vogliano preparare al “Sanremo 2020” e dato quello che abbiamo visto in due delle tre serate andate in onda su Rai Uno, non dobbiamo aspettarci nulla di buono dal prossimo Festival di Sanremo.

Il video di Roberta Giallo

 

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio, nato a Foggia il 14 Luglio 1982, appassionato di musica, Digital Journalism e social media. Blogger, fonda il sito di informazione dedicato esclusivamente alla musica indipendente “MIE Musica Italiana Emergente” in cui, insieme ad altri appassionati e ricercatori di musica, si occupa di raccontare e informare del vero fermento che la musica italiana sta vivendo. “La musica mi ha già salvato più di una volta e io non posso che raccontarla alla gente” questa è la visione che Salvatore Imperio ha in mente perché “non si può vivere di tormentoni e canzoni che non dicono niente”. Diplomato in Informatica, è iscritto al corso “Culture digitali e della comunicazione” del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

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