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Borghi del Sud: la siciliana Cefalù

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E’ considerato uno dei borghi più belli d’Italia, ma grazie alla sua Cattedrale è entrato a far parte a pieno titolo anche dei siti eletti Patrimonio dell’Umanità.

E’ infatti certamente il Duomo l’asse portante su cui ruota tutta l’intera cittadina medievale di Cefalù, che sorge da zero a 270 metri sul livello del mare. Ha una densità di popolazione di quasi 14 mila abitanti, di cui 2 mila solo nel borgo. Il suo nome deriva dal greco “Kephaloidionè” che vuol dire “testa” nel senso di “capo”, oppure di “estremità” o “punta” che fa riferimento alla rocca. Per i romani fu Coephaledium, mentre per gli Arabi era Gafludi, ovvero città fortificata e ricca di acque.

La storia di Cefalù si può far risalire al V secolo avanti Cristo anche se pure le sue origini di natura mitologica rivelano senza dubbio l’importanza del luogo. Nel 396 a.C Cartagine si allena con Cefalù ma circa 90 anni dopo la cittadina sarà conquistata dai Siracusani.

Ne 254 a.C. Cefalù cade sotto la dominazione romana ma si tratta solo di un primo momento di predominio esterno. Seguiranno poi infatti i Vandali, i Goti e i Bizantini mentre nell’anno 858 d.C. se ne impossessano gli Arabi. Dopo di loro, saranno i Normanni del Gran Conte Ruggero a dominarla. Proprio durante il loro dominio, nel 1131, fu fondata la famosa Cattedrale che sarà rinnovata nel 1267.

Come è stato più volte detto, il luogo simbolo del borgo è certamente la Cattedrale. Inserita nell’affascinante promontorio di Ercole, è certamente ancora oggi ricca di mistero e fascino. In primis perché non è ancora noto il motivo per per cui Ruggero volle edificare una chiesa così imponente, destinata a diventare anche il suo mausoleo, in questa piccola città anziché a Palermo.
 
Seppur condizionata da prescrizioni liturgiche bizantine, la Cattedrale normanna fu realizzato da architetti e maestranze islamiche, presenti ancora in Sicilia nell’ambito di quel linguaggio culturale che legava l’isola alle regioni del Maghreb. Una congerie di tre culture che si abbracciano e vanno di pari passo, unendosi nella magnifica figura del Cristo Pantocratore nel catino dell’abside, tutto a mosaici su fondo oro, con scritte in greco e latino.
 
Ma non solo il Duomo è il monumento di pregio del borgo. Vanno infatti annoverati palazzo Maria in piazza Duomo e l’osterio Magno in Corso Ruggero. Da non perdere il lavatoio medievale, cui si accede attraverso un’elegante scalinata di pietra lavica e il barocco, rappresentato dal monte della Pietà e dalla chiesa del Purgatorio. Impossibile poi non menzionare il museo Mandralisca con il Ritratto d’ignoto (1465-70) di Antonello da Messina.
 
Per quanto riguarda invece le ricchezze culinarie di Cefalù, un posto d’eccellenza è senza dubbio occupato dal pesce azzurro e dunque dai sapori che portano il profumo del mare. Paradossalmente, però, la vera regina della cucina è a base di carne. E’ la pasta ’a taianu (pasta al tegame), piatto forte della Festa del SS. Salvatore.
 

 

One comment

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    gbravin

    19 Dicembre 2016 - 17:13

    Non sempre è un paradosso trovare piatti a base di carne, anzi!
    Gli arancini di riso con carne, hanno quell’ingrediente.
    Cefalù ha una buona tradizione anche in questo.
    Tuttavia, il pescato di Cefalù, soddisfa a malapena l’entroterra, e se si vogliono quantità e scelta, bisogna spostarsi a Palermo.

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