Questo sito contribuisce alla audience di

“Il Molise non esiste”: la provocazione diventa un brand e conquista la BBC

Shares

La premessa è surreale: “Il Molise è famoso per una cosa: non esiste”. E’ questo l’incipit con cui la BBC apre un lungo reportage dedicato alla piccola regione del Sud Italia. Una provocazione. Raccolta anche attraverso le parole di Enzo Luongo, giornalista e autore del libro che porta proprio questo titolo, “Il Molise non esiste”: “Diversi anni fa – ha spiegato alla BBC – mi sono imbattuto in un fatto particolare. La gente aveva iniziato a postare l’hashtag #ilmolisenonesiste per sorridere sulle dimensioni ridotte della nostra regione e sulla sua invisibilità”.

Dalla cospirazione alla promozione del Molise

A quel punto, la situazione si è ribaltata. La regione, fino ad allora ignorata, si è improvvisamente risvegliata grazie alla creatività. E quell’hashtag è diventato quasi un biglietto da visita da mostrare con orgoglio. In sostanza la “cospirazione molisana” – così la definisce Alex Sakalis che firma l’articolo -, è diventata un vero fenomeno, generando libri, canzoni, video, monologhi teatrali, articoli e altro ancora. Insieme a meme e gadget, è stata aperta perfino una pagina Facebook chiamata Molisn’t – lo non credo nell’esistenza del Molise e un video YouTube del 2015 – intitolato “Il Molise non esiste!!” – conta oltre 1,6 milioni di visualizzazioni, oltre cinque volte la popolazione del Molise stesso, pari a 305mila abitanti.

L’orgoglio molisano

“Dieci anni fa, quando dicevo ad altri italiani di essere molisana mi rispondevano con un’espressione vuota. Non avevano mai sentito parlare di noi” ha riferito alla BBC Maria Laura Pace, termolese che si occupa di marketing territoriale e promozione turistica. “Ora, quando parlo del Molise, ridono e dicono ‘Il Molise non esiste!’. In un certo senso, si tratta pur sempre di un passo avanti, no?”.

Come lei, gran parte dei molisani sono orgogliosi della loro regione. E la Pace ne è una testimonial: è tornata dall’estero per collaborare con Moleasy, una rete di cinque imprenditori del turismo molisani, che cerca di far ripartire il turismo regionale. Perché chi visita il Molise non ne rimane deluso e, paradossalmente, il meme “Il Molise non esiste” offre una chance, senza precedenti, per promuovere la regione tanto in patria quanto all’estero.

La Basilica di Castelpetroso

Le potenzialità di web e social sono state comprese anche per valorizzare singoli monumenti o territori da promuovere. Ne è un esempio la Basilica di Castelpetroso, già ribattezzata “un Santuario 2.0”, con un sito tutto nuovo e dei canali social in continuo aggiornamento. Ogni fine settimana, a partire dalle 16,30 circa, vengono trasmessi, in diretta streaming sulla pagina Facebook della Basilica, la Santa Messa e il Rosario meditato così come è possibile seguire le liturgie domenicali.

Un po’ di dati. La copertura dei post ha raggiunto un picco di 24 mila persone (a marzo), con reazioni fino a 1356 a post e una media di 200 condivisioni a post. Perché il Molise esiste. E non è fake.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un like a Resto al Sud

 ATTENZIONE 

Si avvisano tutti i gentili utenti di www.restoalsud.it e delle nostre pagine Social che, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà, stanno arrivando email contenenti virus informatici dall’indirizzo di posta elettronica di Resto al Sud che invitano ad aprire un file compresso *.zip contenente un virus (riconosciuto ed eliminato comunque dai migliori antivirus), simulando una risposta ad una mail propria o di terzi ed inserendo il testo del mittente per intero.
Vi esortiamo quindi a STARE MOLTO ATTENTI alle email di questo tipo e a non aprire mai l’allegato in esse contenuto.
Grazie mille e buona giornata.

Top